IPNOSI CLINICA

Con le immagini stimolate da questa metodica terapeutica ci si mette in contatto con gli istinti, con il “torrente” interiore libidico (quel piacere che fa bene ai neuroni): riattivano le energie profonde che ti fanno uscire da ogni disagio, un mondo che parla della nostra vera natura, dove non solo si nascondono le nostre energie più autentiche e un sano bisogno di autoaffermazione ma insegna anche a contare esclusivamente sulle proprie risorse ed esprimere il massimo potenziale creativo ... è “scienza” non fantascienza… saperi innati emergono facilmente con le immagini… le immagini giuste, libere e spontanee tolgono tutti i dubbi e attivano risorse nascoste che non si stanno utilizzando: aiutano a mettere in campo le azioni giuste… l’immaginazione aiuta a tranquillizzare e riequilibrare il rapporto “malato” con se stessi e gli altri… la chimica cerebrale sarà “invasa” da impulsi completamente nuovi che lentamente non solo faranno emergere varie priorità, ma aiuteranno a scoprire nuovi stimoli, il bisogno di nuovi interessi e una inaspettata creatività… le immagini sono lì, nascoste dentro di noi con un potere immenso: guarire e realizzare se stessi… modificano il modo di vedere le cose di tutti i giorni… le immagini, inoltre, sono preziose alleate del sonno: attivano le zone cerebrali capaci di alleviare i dolori e diradare le “foschie” del pensiero… … le immagini collegano con un territorio energetico profondo ed inesauribile fatto di emozioni, sensazioni e intuizioni… un mondo che porta lontano da “visioni” rigide e ristrette (rimpianti, rassegnazioni, autocensure, perfezionismo, ipercontrollo, rimuginio, doveri) per rigenerare completamente ogni cosa: mente e corpo… … le immagini mettono in moto le potenzialità personali e le innumerevoli risorse ignorate da tempo e, quindi, non utilizzate: aiutano a liberarsi da quella gabbia di comportamenti che limitano libertà e creatività… durante l'esperienza ipnotica,il cervello libera una quantità maggiore di sostanze del benessere…

… l’ipnosi aiuta a costruire altri percorsi mentali, nuovi circuiti neuronali e, soprattutto, “depura” la mente da scorie che bloccano e ostacolano la creatività … smantella la rigidità che avvelena e fa male al cervello…

"
Tra il funzionamento normale dell'organismo e le alterazioni determinate dalle malattie, l'ipnotismo rappresenta una via aperta alla ricerca e alla sperimentazione. Lo stato ipnotico non è che uno stato fisiologico sperimentale…le cui molteplici manifestazioni compaiono o scompaiono a seconda delle necessità dello studio e delle finalità dell'osservatore…L'ipnosi è situata al punto in cui si incontrano tutti i livelli dell'organizzazione fisiologica e psicologica, e quando ne verrà compreso completamente il valore sarà uno degli strumenti più importanti per lo studio del sonno e della veglia normali e della costante interazione tra meccanismi normali e nevrotici ."
L'ipnosi è una condizione, uno stato di coscienza simile al sonno, provocato artificialmente senza l'ausilio di farmaci (il sonno, invece, più o meno parziale indotto dai farmaci è chiamato narcosi). L'ipnosi permette l'accesso agli stati profondi della nostra "consapevolezza" e, quindi, consente di mettere in atto, se lo vogliamo, tutti i cambiamenti desiderati. E' opinione piuttosto diffusa che tutti coloro che si sottopongono a questa esperienza divengano completamente incoscienti e sotto il dominio dell'ipnotizzatore, niente di più falso, il soggetto, infatti, è sempre sveglio anche nello stato di trance più profonda. Egli sa perfettamente quello che fa, vi è semplicemente un grandioso miglioramento nella percezione. L'ipnosi "sfrutta" la capacità di immaginare. Il processo immaginativo rappresenta una meravigliosa capacità umana di elaborare affermazioni verbali e di sviluppare qualsiasi trama: in un certo senso essa si produce autonomamente (slegata e libera dal processo ideativo guidato dalla volontà). E', comunque, in grado di suscitare la formazione di immagini che si discostano da quelle reali, perché hanno origine all'interno dell'organismo e, soprattutto, perché questo tipo di immaginazione fantastica è libera da schemi logici e razionali (questa produzione di immagine viene utilizzata in ipnosi per qualsiasi trattamento psicosomatico).
La metodica terapeutica ipnotica costituisce, senza alcun dubbio, l'attività più naturale in assoluto. Pochi minuti di tale terapia possono distendere e rivitalizzare il corpo e la mente quanto un paio d'ore di sonno. Molti esercizi potrebbero risultare difficili, non preoccupiamoci se non riusciamo inizialmente a praticarli con la rapidità che vorremmo; mettere in atto la politica e del "piccoli passi" significa avere la conferma delle nostre grandiose potenzialità. Contrariamente al grigio torpore in cui scivogliamo di notte, questo lavoro, cosciente, consiste nell'imparare sistematicamente a svuotare la mente e i muscoli dallo stress attraverso una serie di esercizi progressivi concreti. Durante questa esperienza nel corpo avvengono cambiamenti precisi e misurabili. Alcuni cambiamenti più significativi sono messi in moto dai due sottosistemi del Sistema Nervoso Autonomo. Il sistema Simpatico (deputato a controllare la temperatura del corpo, la digestione, il battito cardiaco, il ritmo respiratorio, la circolazione sanguigna e la tensione muscolare) rallenta le sue funzioni. Al contrario il Parasimpatico aumenta considerevolmente le sue prestazioni, riducendo il consumo di ossigeno e rallentando le funzioni come il ritmo cardiaco e respiratorio, la pressione sanguigna, ecc. La mente e il corpo sono strettamente connessi tra loro (concezione olistica); pertanto, quando l'uno è rilassato, risulta più facile che si rilassi anche l'altra. Ricordiamo, quindi, che il primo passo è il rilassamento, essenziale per procedere all'induzione ipnotica. Un esempio: """Dopo aver trovato una sistemazione comoda, chiudere gli occhi delicatamente…e piano piano orienta la mente, la tua mente sul tuo corpo e sulle sensazioni che ti possono venire…il corpo…il tuo corpo sorretto, sostenuto, accolta dalla superficie d'appoggio…il tuo corpo, alcuni punti del quale più di altri, sono in contatto (percepire i punti di contatto del corpo con la superficie d'appoggio)…il tuo corpo…il tuo corpo che sa come respirare e, col respiro, l'aria entra ed esce dal tuo corpo…l'aria che entra…l'aria che esce (ripetere più volte)…e ogni volta che l'aria entra i tuoi polmoni si espandono e con loro il tuo corpo…mentre ogni volta che l'aria esce…la tua schiena si abbandona piacevolmente sulla superficie d'appoggio…l'aria che entra l'aria che esce…ogni volta che l'aria entra ed esce dal tuo corpo…ogni volta che respiri…si va sempre più realizzando…uno stato particolare…uno stato in cui ogni parola, ogni sensazione, ogni pensiero…si può trasformare in immagine…ed è propria un'immagine che ora piano piano si forma nella tua mente…stai camminando tranquillamente lungo una spiaggia…è una calda giornata d'estate…il sole è di un colore giallo dorato…fa caldo…molto caldo…il cielo è di un azzurro splendente, la sabbia riluce come oro…senti sotto i piedi la sabbia calda…umida e compatta…sotto i tuoi piedi…particolarmente calda…avverti nell'aria calda l'odore e il sapore di sale…il sole ti riscalda…ti senti leggero e sereno…la sensazione di calore è sempre più forte…mentre il tempo passa…ma forse la sensazione di calore è talmente intensa che desideri entrare nell'acqua…e piano piano entri ed inizi a muoverti nell'acqua…nuotando nella direzione che preferisci…l'acqua è calda piacevolmente calda…un calore che si diffonde in tutto il tuo corpo…cullandoti di sentimenti sempre più intensi di pace e di sicurezza…ora però anche se è così piacevole…è ora di tornare sulla spiaggia…e con la tua solita modalità esci dall'acqua…ti siedi sulla sabbia calda…completamente calda…il calore si diffonde in tutto il tuo corpo…guardi il mare…ti senti perfettamente calmo e tranquillo…chiudi gli occhi al calore del sole, sonnecchiando e sognando ancora per un po'…(per la ripresa) Ora piano…piano… lascio andare quanto sto vivendo…riprendo contatto con questo ambiente in cui mi trovo…sento i suoi suoni…i suoi rumori..oriento la mente…la mia mente sul respiro…sui punti di contatto del mio corpo con la superficie d'appoggio…comincio a fare qualche piccolo movimento…i piedi…le gambe…la schiena…le braccia…le mani…il collo…la testa…sbadiglio tranquillamente…lentamente apro gli occhi""".

L'ipnositerapia è uno stato fisiologico particolare ottenuto attraverso la stimolazione verbale.
L'ipnosi clinica è una metodica terapeutica che può essere d'aiuto per un gran numero di malesseri psicosomatici:

- disturbi cardiovascolari;
- disturbi del comportamento alimentare;
- disturbi gastrointestinali;
- disturbi ginecologici;
- disturbi psicosessuali;
- disturbi della pelle;
- tabagismo, etilismo, ecc.

L'ipnosi clinica è bene ricordare che non è fine a se stessa, ma solo un mezzo per raggiungere il vero scopo della terapia (OLISTICA): ristabilire l'equilibrio psicofisico.

IPNOSI… i suoi meravigliosi “segreti”

Le preoccupazioni, i conflitti in famiglia, la noia, le difficoltà pratiche di una vita di code, di traffico caotico e rumore. Poi, ancora, il bisogno di piacere agli altri, le ambizioni professionali, le difficoltà economiche, l’angoscia di vedere il tempo devastare il proprio corpo, distruggere la propria immagine. La fatica di vivere che attacca inesorabilmente e senza tregua, che può determinare irritabilità, chiusura, fatica… in breve persone incapaci di avere con se stesse o con gli altri delle relazioni distese, naturali e spontanee. Imparare a combattere le aggressioni della vita quotidiana, lo stress, le delusioni, la fatica, a salvaguardare il proprio buon umore e la propria salute diventa allora indispensabile. Ci sono molte tecniche per giungere alla conoscenza di se e alla capacità di capire rapidamente gli altri, per sapersi mantenere in forma e sviluppare le proprie potenzialità fisiche e intellettuali. Tecniche per imparare a trattare il proprio corpo con rispetto e simpatia, nutrendolo nel modo giusto e non permettendogli di diventare un pesante fardello, un motivo d’ansia e di imbarazzo, per imparare a conoscersi e a tollerarsi, diventando per se stessi un buon medico e un buon consigliere, aperto e indulgente… una di queste tecniche non alla moda ma accreditata ed efficace che fa star bene, favorendo una condizione di armonia ed equilibrio a tutto il corpo, è proprio il percorso immaginativo distensivo: un potente farmaco che aiuta a conservare o ritrovare la salute e a stare bene in ogni occasione. Molte persone, come abbiamo appena visto, hanno quotidianamente problemi da risolvere e decisioni da prendere. Il nostro organismo è perciò ben disponibile a riconoscere e poi a rispondere a qualsiasi situazione, gradevole o sgradevole che sia. Se un certo grado di eccitamento accompagna momenti di tensione, ciò è salutare. Bisogna però fare attenzione se questo stato di eccitazione diventa eccessivo o prolungato: può essere motivo di infelicità o causa di malattie. Ricordiamo, ed è davvero importante, sapere che non siamo del tutto disarmati. Queste reazioni infatti possono essere modificate o controllate con un allenamento distensivo opportuno. L’ipnosi per certi versi va alla causa e non al sintomo: il rilassamento immediato può prevenire lo stress e alleviare penosi attacchi cui è ripetutamente sottoposto chi è stressato. Del resto nessun malessere è più frequente, in questo grandioso periodo storico, dello stress e della tensione. Paradossalmente potremmo dire che entrambe queste condizioni sono necessarie e complementare al raggiungimento del “successo”. Devono essere tenuti sotto controllo gradualmente, non con farmaci, dagli effetti collaterali indesiderati, ma con la convinzione che il corpo ha le capacità, l’abilità straordinaria di autogestirsi e, quindi, di limitare lo stress a patto che gliene venga data l’opportunità. Molti sono i motivi che danno ragione al rilassamento:

- come fonte di equilibrio e armonia psicofisica - come soluzione per prevenire e alleviare mal di testa e dolori provocati dalla tensione muscolare - come aiuto per evitare inutili fatiche e dare sollievo al corpo stressato da duri esercizi fisici - come metodo per elevare la soglia di tolleranza al dolore e aumentare le difese immunitarie - come strumento di arricchimento interpersonale perché i contatti tra le persone rilassate sono più semplici e facili - come metodo per perfezionare le proprie capacità.

Ricordiamo che la diminuzione della tensione muscolare e il rilassamento abbassano lo stato ansioso prima di un incontro importante e impegnativo. E’ fondamentale, inoltre, comprendere e riconoscere fin dall’inizio che dolore, stanchezza, esaurimento e stress sono segnali che richiedono attenzione. La propria posizione nei riguardi di una azione riparatrice impone una particolare attenzione verso metodi naturali di sollievo, quali appunto il rilassamento piuttosto che l’ingerimento di sostanze chimiche che risolvono il problema “immediato” ma non lo affrontano in profondità. Solo il controllo volontario delle proprie condizioni fisiche interne può dare sollievo agli effetti malsani di un prolungato stato di tensione e di ansietà. La maggior parte delle persone reagisce manifestando sintomi ripetitivi: ad esempio c’è chi soffre di stomaco, che accusa insopportabili emicranie, chi respira faticosamente, chi si ritrova con la pressione alta. C’è anche chi ricerca situazioni stressanti per trovare dei brividi: in questo caso lo scalatore o il navigatore del mare in bufera oppure, dati i tempi, chi si dà alla politica. Per questo tipo di persone l’eccitazione data dal nervosismo diventa tossica, ma contemporaneamente è il sale della vita. Né deriva che lo stress è inevitabile e addirittura se venisse a mancare c’è il rischia di cadere in uno stato depressivo e maniacale. Il termine stress significa letteralmente “sforzo”: qualunque condizione fisica, chimica, psichica può esercitare uno stimolo dannoso sull’organismo e provocare una reazione. Lo stress è spesso associato a tensioni che minano la via pacifica alla vita: si associa a stati d’angoscia, più o meno forti, che rendono l’esistenza difficile, pesante, opprimente. Alcuni definiscono questo stato “logoramento del corpo” al quale risponde una generalizzata tendenza all’adattamento. Ne deriva perciò che il freddo, il caldo, la nebbia, le medicine, l’eccitamento, il dolore, gli ormoni, il dispiacere e, per assurdo, perfino la semplice felicità sono allo stesso modo evocatori dello stress. Si tratta dunque di mantenere un equilibrio che consente di “combattere” o “scappare” (lotta o fuggi) a seconda del caso. Questo equilibrio si chiama “omeostasi” … è l’omeostasi che prepara il corpo alla giusta reazione. Quando il corpo avverte il pericolo, i muscoli - a seguito della produzione di adrenalina - si mettono in tensione come un corridore in attesa del via: un’azione di riflesso che sollecita simultaneamente il cervello. Il messaggio di allerta viene recepito dunque dal cervello, e radicali mutamenti biochimici hanno origine dall’ipotalamo. Questo è il centro importante che integra le funzioni del corpo che non sono sotto il proprio controllo a livello conscio. L’ipotalamo coordina tutte le attività del corpo: è situato proprio sotto la ghiandola pituitaria che viene spesso definita “centralina” del sistema ghiandolare endocrino, in quanto essa ha funzione di stimolo di tutte le ghiandole in azione. Il messaggio dell’ipotalamo passa in stretta connessione con la ghiandola pituitaria e attraverso gli ormoni il corpo è allertato ad agire con vigore e forza fisica. Ma una parte del corpo viene trascurata da questo flusso: tutto è mediato dal sistema nervoso simpatico che è responsabile dello stato funzionale di preparazione al pericolo e dal parasimpatico che nella fattispecie riporta il corpo allo stato di riposo dopo un’emergenza. I muscoli per lavorare necessitano di “carburante” in forma di glucosio così che il fegato libera una parte di tale sostanza che verrà portata ai muscoli attraverso la corrente sanguigna. Poiché per trasformare il glucosio in energia è necessario anche l’ossigeno, a questo ci penserà sempre il sangue: il cuore deve pompare di più per portare il sangue dove serve e così la pressione del sangue sale. Esiste un limite di quantità del sangue, e in questi casi di necessità qualche altra parte del corpo deve dare un contributo alla riuscita dell’operazione: la digestione rallenta o si arresta; le ghiandole salivarie si seccano; lo stomaco e l’intestino smettono di lavorare, mentre i muscoli dello sfintere si contraggono per evitare perdite. I vasi sanguigni nei reni si contraggono. I polmoni devono immettere più aria per produrre ossigeno e devono eliminare il diossido di carbonio: la respirazione diventa perciò più rapida, più profonda e affannosa. Le ghiandole secernano adrenalina e altri ormoni per mantenere la reazione in equilibrio. Anche la pelle può subire dei mutamenti sotto stress. Il corpo infatti si surriscalda sotto sforzo e la pelle si prepara al raffreddamento sudando; conseguentemente la resistenza elettrica della pelle si abbassa. Per facilitare l’osmosi il sangue ai muscoli, i vasi capillari si contraggono e ciò può provocare un pallore diffuso. Il sangue si modifica chimicamente, contenendo più sale e meno potassio. Le pupille degli occhi si dilatano. Quando l’azione fisica finisce e il pericolo è superato, tutto ritorna alla normalità e non si avrà alcuna conseguenza. Il corpo si è adattato allo stress normale e l’equilibrio è stato già ripristinato. Quando queste relazioni normali e utili per il proprio fisico si prolungano in modo eccessivo e inappropriato, allora scatta il campanello d’allarme. Le tecniche ipnotiche pertanto hanno la finalità di favorire un rilassamento immediato sia parziale sia totale, in qualunque momento se ne abbia bisogno. Si tratta di una metodica terapeutica particolarmente indicata per le persone che devono sottoporsi a stress continui… ma soprattutto per coloro che devono o vogliano avere la mente lucida, tranquilla e un’energia “a tutta prova” in ogni momento della giornata. Tutte le metodiche distensive immaginative stanno assumendo, da ogni parte del mondo scientifico, sempre maggior interesse in questo frenetico periodo storico, perché si rivelano un ottimo strumento come rimedio alle molteplici aggressioni della vita quotidiana… le aggressioni a livello sia fisico sia mentale sono davvero tante e alterano sempre più se stessi e l’ambiente circostante. L’essere umano spesso non può uscire vittorioso da queste minacce che gravano su di lui e da questi scontri frenetici spesso ingestibili: sviluppa sempre più un timore continuo per la sua incolumità. Oltre alle aggressioni appena citate, non bisogna dimenticare che la tensione nervosa scaturita da tali situazioni determina un notevole squilibrio alimentare: i casi di sovrappeso sono quasi triplicati con un incremento delle malattie cardiovascolari. I disturbi emotivi e mentali sono ugualmente in costante crescita: è impressionante il consumo delle benzodiazepine (farmaci impiegati come ansiolitici o sedativi) e la vendita di sonniferi (con tutti i suoi effetti iatrogeni). Si prescrivono a migliaia di persone - a seconda dei casi - per eccitarle o acquietarle al fine di aiutarle a terminare la giornata. Calati spesso in un’atmosfera artificiale e privi di sensazioni si trascinano per tutto il giorno senza essere “presenti a se stessi”: non sentono più nulla. Per fortuna esistono numerose metodiche terapeutiche, riscoperte e rivalutate, che permettono una perfetta conciliazione tra mente e corpo: danno la possibilità di reagire, di ritrovare l’armonia e un ciclo di vita normale. L’ipnosi è una tecnica che permette un buon autocontrollo e un profondo rilassamento psicosomatico. E’ uno stato di intensa concentrazione che produce un’attivazione biochimica di nuovi percorsi cerebrali. L’ipnosi non toglie assolutamente il senso critico e non privami della volontà (il soggetto è sempre vigile e attento), ma piuttosto sospende la tendenza a criticare o a mettere in discussione, cosa che si rivela particolarmente utile nelle dipendenze (eccessi alimentari, alcol, gioco) ed elaborare ricordi traumatici… abitudini particolarmente nocive. Viene usata nel trattamento di vari problemi, tra i quali l’ansia, le fobie e i disturbi psicosomatici. Può risultare estremamente efficace anche nel controllare il dolore e l’insonnia. L’ipnosi, che aiuta a migliorare il controllo sulle esperienze e sugli stati dissociativi, può rivelarsi particolarmente utile per individui affetti da disturbo post – traumatico da stress. Una maggiore sensazione di controllo è molto importante, in quanto la perdita di controllo fisico rappresenta l’essenza del trauma. Tutte le volte che si vogliono eseguire esercizi distensivi, il rilassamento psicofisico è praticamente indispensabile per avere un ottimo risultato. Infatti se il soggetto non si trova in uno stato completo di rilassamento fisico e di pieno benessere psichico, vengono a mancare le basi per raggiungere una qualsiasi meta si proponga. La mancanza di rilassamento procura numerosi sintomi psicofisici:

- aggressività depressione - disturbi cardiaci (palpitazioni, tachicardia) - disturbi della circolazione (ipertensione arteriosa) - riduzione delle difese naturali - disturbi gastro intestinali (ulcera, colite, stitichezza, gastrite, diarrea, dispepsia) - disturbi fegato e bile (colesterolo) - insonnia - disturbi sessuali (impotenza, eiaculazione precoce) - disturbi dell’appetito - ridotta concentrazione - minore memoria - riduzione dei riflessi, tensione muscolari, crampi - mal di testa - minore acutezza dei sensi - cattivo metabolismo - mestruazioni dolorose - maggiore sensibilità al dolore - insonnia - invecchiamento precoce (abbassamento difese immunitarie) - predisposizione alle malattie della pelle.

L’ansietà genera tensione, la tensione genera irrequietezza, dando vita allo scontento e di nuovo all’ansietà. Si forma così un circolo vizioso dal quale è difficile uscire. Invece la calma genera tranquillità, la quiete il benessere, il benessere la gioia, la gioia la calma interiore. Di nuovo abbiamo un circolo vizioso, ma questa volta basato sulla calma e sul benessere. Quello che si vuole raggiungere con il rilassamento è proprio l’instaurarsi di questo circolo vizioso di benessere, che permette all’uomo di vivere in pieno la sua vita. Lo scopo quindi di questi esercizi è il raggiungimento dell’assoluta calma e completa distensione. I vantaggi del rilassamento sono quindi un miglior metabolismo, minore ansia, stabilizzazione cardiaca e respiratoria, aumento delle difese immunitarie, della velocità dei riflessi e della concentrazione, una buona capacità di controllare disfunzioni e armonia tra mente e corpo.

PICCOLE CURIOSITA’… e altro.

Erroneamente si crede che l’essere umano pensi con il cervello. Invece il cervello è un centro di raccolta e smistamento di tutti gli impulsi sensitivi e motori, ed è anche la sede di elaborazione delle funzioni psichiche. Il sistema nervoso comprende anche il midollo spinale e i nervi. Tutto avviene grazie ad una corrente elettrica (o scambio biochimico) che ha origine da due sostanze chimiche dell’organismo: sodio e potassio. Ogni cellula è qualificata per compiere un certo lavoro, e presenta una struttura altamente specializzata, in grado di condurre, trasmettere e immagazzinare dati e sensazioni. La cellula nervosa (neurone) compie questo suo lavoro soltanto per finalità “egoistiche”, di “autosopravvivenza”, in quanto se non svolgesse il suo compito, verrebbe automaticamente a morire. Quindi ogni essere umano “pensa” con ogni parte del corpo, solo che le cellule nervose del cervello si sono specializzate a fare da centro di raccolta e di elaborazione dei dati che gli giungono. Il modo che il cervello immagazzina tutti i dati non è ancora completamente chiaro. Ma perché ci ricordiamo solo di una piccola parte di ciò che è la totalità della nostra vita. Dopo la ricezione esiste un periodo della durata da trenta a sessanta minuti circa in cui il cervello conscio non immagazzina. In questo modo si evita di ricordare cose che sarebbero inutili; non ci serve ricordare quello che abbiamo mangiato e bevuto qualche tempo fa, ma se quel pranzo è legato ad un evento più importante (ad es. l’aver mangiato cibi avariati), allora l’informazione viene immagazzinata, così l’esperienza impedirà, in un’occasione analoga, il ripetersi dell’accaduto. Quindi solo se l’informazione ha una certa importanza viene registrata a livello conscio. Allora cosa differenzia il “genio” dalla persona “normale”? Probabilmente il “genio” è riuscito a coordinare in un modo migliore il suo cervello, oppure ha sfruttato la “volontà” (principio dell’azione consapevole). La capacità del cervello è quasi inesauribile, eppure si usa il 15 – 20% del potere totale. Se l’uomo meno dotato usasse anche solo il 50 – 60% del suo cervello, sarebbe il più grande genio mai esistito. Quando si pensa di essersi affaticati mentalmente, si è in errore, perché il cervello può continuare ad immagazzinare all’infinito. Semplicemente si confonde la stanchezza fisica e la noia con l’affaticamento cerebrale. Normalmente quando si legge sono gli occhi che si stancano per primi, e subito dopo i muscoli del collo. Se invece si leggono argomenti che non interessano, subentrano la noia e la disattenzione. Diventa quindi importante mantenere una posizione comoda e con il busto ben eretto, ed avere un’illuminazione idonea. Con la volontà invece si sconfigge la noia e la mancanza di interesse, l’intelligenza mentale conta meno di quanto si creda. Non importa la quantità di intelligenza, ma importa l’utilizzazione e l’allenamento della volontà. Il potere del cervello aumenta con l’allenamento… l’esercizio. Man mano che si usa il cervello, le fibre nervose si rivestono di una sostanza grassa denominata mielina. Più si avrà mielina più si sarà attivi nell’immagazzinare… più si sarà attivi e più si avrà mielina: si instaura così una benefica reazione a catena. L’età avanzata non impedisce d’imparare anche se è vero che il cervello ha perso “qualcosa”. E’ possibile sopperire anche a questa deficienza con un aumento della forza di volontà (curiosità, interessi, impegni) ed un buon allenamento mentale. Ricordiamo che il fattore più importante è la volontà e siccome ogni cosa è racchiusa dentro ciascuno di noi, compresa la forza di volontà, si è in grado, a proprio piacimento, di svilupparla. Ogni volta che si prende un impegno con se stessi e lo si mantiene, si esercita la volontà, e più la si esercita, più sarà facile usare questa propria importante forza. Con la forza di volontà si attuano grandi cambiamenti… usare questa forza significa utilizzare anche il proprio libero arbitrio (la libertà è saper scegliere e decidere autonomamente). Il primo passo da compiere nelle tecniche immaginative è quello di prefiggersi uno scopo (essere curiosi, voler imparare e conoscere), una meta, un fine realistico da raggiungere. La memoria dipende in gran parte dalla volontà, ma anche dal sentimento. Questo vuol dire che si immagazzinano più facilmente tutte quelle nozioni determinate da argomenti e situazioni che esercitano una certa attrazione, un certo fascino. Così chi ama la natura memorizzerà più informazioni leggendo un libro sui vegetali… in questo caso specifico le tracce ipnotiche verteranno su questi temi (prato, mare, sole, fiori ecc.). L’interesse, quindi, verso ciò che si vuole memorizzare è un requisito fondamentale. L’uomo impara perché la sete di conoscenza lo spinge verso l’azione e quest’ultima avviene perché esiste sempre un sentimento (positivo o negativo) che è l’ultima soddisfazione che si prova ad imparare, a conoscere, a esplorare cose nuove. Ecco l’importanza di scegliere il tipo di indirizzo didattico adatto alle proprie attitudini, di intraprendere il lavoro più idoneo… di scegliere la propria metodica terapeutica più vicina ai propri interessi e alle proprie esigenze. Ogni essere umano può raggiungere, se ben motivato, una qualsiasi meta, dipende esclusivamente da lui, da nessun altro e da niente altro. Tutti gli ostacoli sono tentativi di giustificazione… scuse nulla più. Le metodiche terapeutiche ci sono… il resto lo deve mettere il soggetto: interesse, curiosità, voglia di fare e imparare.

IL CERVELLO … questa meraviglia

Soltanto da pochi decenni si sono intensificate le ricerche per identificare la fonte, la portata e i meccanismi della mente umana e delle sue capacità. L’accettazione della concezione olistica e le conoscenze sempre più vaste in questo campo confermano la teoria che, attraverso l’ipnosi, tutti possono migliorare la capacità della mente. Si parla spesso della complessità della mente umana, ma poca attenzione si presta alle caratteristiche miracolose del corpo umano, che - come sopra evidenziato - sa proteggersi e rigenerarsi. Ogni secondo, all’interno di ogni cellula del corpo, avvengono miliardi e miliardi di reazioni che consentono il corpo di rigenerarsi. Il rivestimento dello stomaco si rinnova ogni cinque giorni, il ricambio della pelle avviene ogni mese circa, il fegato si rigenera ogni sei settimane e lo scheletro si rinnova ogni tre mesi. Ogni anno viene sostituito oltre il 95% degli atomi presenti nel nostro corpo. All’incirca ogni secondo inaliamo una certa quantità di aria, la facciamo circolare nell’interno dell’organismo, la esaliamo e ne inaliamo un’altra quantità. Il sangue che contiene 25.000 miliardi di globuli rossi e percorre oltre centomila Km di vasi sanguigni, regola la temperatura corporea., seleziona opportunamente gli ormoni, gli enzimi e le sostanze nutritive, convogliandole nel punto giusto al momento giusto. Oggi sappiamo che i neuroni del sistema nervoso sono i trasmettitori chimici dei messaggi dal cervello al corpo. Ogni cosa è costantemente controllata: dal battito del cuore alle capacità motorie, dalle percezioni sensoriali alle reazioni emotive. I pensieri e le emozioni vengono trasmessi a zone specializzate del cervello che, a loro volta, le selezionano con precisione. Ai fini “distensivi” non è necessario soffermarsi sulla fisiologia del cervello umano. Ricordiamo, però, che sia importante conoscere alcuni fatti davvero affascinanti in grado di far scoccare la scintilla che porta ad avere di sé un concetto nuovo e migliore. Per secoli abbiamo cercato la risposta ai misteri che ci circondano. Gli uomini hanno usato la loro intelligenza per proiettarsi verso le remote galassie, eppure il più grande dei misteri non sta nello spazio circostante. Il fenomeno più affascinante sta negli spazi interni del nostro cranio. Nessuna invenzione del nostro cervello può essere paragonata, neppure al cervello stesso. Nel descriverlo e nel cercare di spiegare come funziona, lo confrontiamo spesso a tutti i computer. Ma i computer, per quanto interconnessi, sofisticati e progrediti, non riescono ad eguagliare i circuiti e le capacità del cervello. Le sue parti sono collegate tra di loro da circa due milioni di terminazioni nervose. All’interno di questa massa grigiastra, dal peso di circa 1300 grammi, un elevatissimo numero di neuroni - dai dieci ai quindici miliardi - provvede a memorizzare, selezionare ed elaborare tutte le informazioni disponibili. Il cervello può essere considerato un computer biologico, che controlla, assegna priorità e limita l’uso di tutte le altre nostre facoltà; governa, controlla e regola la varie funzioni del corpo, come una sorta di coordinatore generale. E’ straordinario come quest’unico organo sovrintenda all’attività dei sistemi volontari e involontari del corpo, alla coscienza, ai pensieri, alla percezione, alla creatività. Il cervello, attivo fin dall’inizio della vita, registra permanentemente tutte le informazioni e tutte le esperienze - immagini, suoni, parole, sensazioni tattili, gusti e odori - che diventano la base delle nostre convinzioni fondamentali. E’ il nostro sistema di credenze che agisce, da forza, guida in quasi tutto ciò che facciamo. La massa cerebrale è costituita da due parti, ciascuna delle quali delle dimensioni del pugno di un adulto, separate da una fessura longitudinale e collegate da un ampio fascio di circa duecento milioni di fibre nervose, chiamate “corpo calloso”. Sono i due emisferi quasi identici nell’aspetto, hanno tuttavia specifiche funzioni e compiti. Sebbene ogni emisfero abbia la propria specializzazione e vengano entrambi usati, si è dimostrato che in ciascuno di noi prevale o l’uno o l’altro emisfero. Siamo quindi tutti “sinistrorsi” o “destrorsi”. Il lato sx. del cervello, che fa muovere e controlla la parte dx. del corpo, contribuisce alla capacità di razionalizzare e usare la logica. Profondamente orientato rispetto alla realtà, controlla linguaggio e parola, è analitico, è capace di verbalizzare, osserva le singole cose, segue lo sviluppo lineare degli eventi. Chi usa l’emisfero sx. ragiona in modo logico e sistematico, ordina i fatti passo a passo, pezzo per pezzo, l’uno dopo l’altro, per arrivare a una conclusione univoca. Usiamo principalmente questa parte del cervello quando, per esempio, pianifichiamo la nostra giornata, rispettiamo un programma, parliamo ed eseguiamo calcoli. Gli avvocati, i commercialisti, gli scienziati esercitano tutti attività che richiedono un ragionamento logico, sequenziale e analitico. Sono per lo più considerati individui “sinistrorsi”. Il lato dx. del cervello, che fa muovere e controlla la parte sx. del corpo, non è razionale. E’ intuitivo, si esprime attraverso i sentimenti, ha a che fare con l’immaginazione, le relazioni spaziali, la musica, l’arte, il simbolismo. Capace di elaborare e combinare molti tipi di informazione, arriva a impressioni e sensazioni istintive anziché a conclusioni analitiche. Analogo è il suo modo di operare. Utilizzandolo, “vediamo” cose che forse sono immaginarie; vediamo come esistono nello spazio e come le parti si uniscono per formare un insieme. Chi usa l’emisfero dx. capisce le metafore, sogna, crea nuove combinazioni di idee. Quando non riusciamo a descrivere qualcosa perché troppo complessa, comunichiamo attraverso i gesti, e allora l’emisfero dx. ci aiuta ad illustrare le percezioni. Gli artisti, i musicisti, gli scrittori, i poeti svolgono attività che richiedono una rielaborazione sintetica o integrativa delle informazioni. Il senso logico e la sequenzialità svolgono un ruolo insignificante nel lavoro quotidiano di questi individui, che sono quindi considerati “destrorsi”. Filosofi, insegnanti, scienziati di diverse epoche e culture hanno sostenuto che esistono due “modi di conoscenza” distinti e paralleli, collegati alle due parti o emisferi del cervello. Sono concetti radicati nella lingua e nella cultura, presenti nella vita di ogni giorno. Le distinzioni principali sono fra pensiero e sentimento, intelletto e intuizione, analisi oggettiva e intuizione soggettiva. Secondo i commentatori politici, la gente analizza i punti buoni e cattivi di un programma, ma poi vota secondo le sensazioni di “pelle”. La storia del progresso scientifico, artistico e tecnologico è costellata di aneddoti su ricercatori, scrittori e musicisti che si adoperano per trovare la risposta a un dilemma e poi all’improvviso, in sogno, come in una “illuminazione”, trovano la soluzione. Vista l’importanza che diamo al pensiero analitico – razionale e alla capacità di espressione verbale, la nostra cultura è dominata generalmente dall’emisfero sx. del cervello, e si concentra sugli aspetti socioeconomici più che sullo sviluppo individuale. Il progresso tecnologico fa sì che a scuola siamo educati in vista di ciò che può essere utile a un impero industriale basato sull’economia. Veniamo istruiti per sopravvivere in primo luogo nell’ambiente economico che ha creato le nostre scuole. La struttura della nostra istruzione ci porta a usare un pensiero lineare. Abbiamo per lo più la tendenza a sottovalutare i processi creativi, il genio artistico e il pensiero intuitivo. Il sistema educativo, progettato per coltivare l’emisfero sx. verbale e razionale, trascura spesso l’emisfero dx. Ci sono voluti secoli per imparare qualcosa dalla mente umana, delle sue capacità e del suo potenziale… e non conosciamo ancora tutto quello che può fare per noi. E’ incoraggiante notare che da qualche tempo, sapendo più cose, siamo anche più consapevoli. Apprendendo le “tecniche distensive”, aiutiamo noi stessi ad accedere alle vaste zone inutilizzate del nostro cervello, alla scoperta delle sue immense potenzialità.

SI DIVENTA QUELLO CHE SI VUOLE ESSERE.

Un grande filosofo disse una volta: “Le idee e le immagini nella mente dell’uomo sono i poteri che costantemente lo governano”. Poi un altro affermò: “E’ la mente che rende buoni o cattivi, disgraziati o felici, ricchi o poveri”. Nell’Antico Testamento Giobbe afferma: ”Su di me si è abbattuto ciò che temevo”. Ciò che temiamo, ciò che crediamo, il modo in cui ci comportiamo affondano nel subconscio e tendono a diventare profezie destinate a realizzarsi. E’ vero che la paura “si abbatterà su di voi”, ma è anche vero che potete creare atteggiamenti e convinzioni nuovi e positivi, e anche questi si “abbatteranno” su di voi. Potete generare e sviluppare quadri di riferimenti grandiosi e positivi (sempre realistici) e introdurli nella vostra vita. Probabilmente siete bombardati da mille sollecitazioni quotidiane, da mille richieste. Sta a voi dire di si o di no. Potete sempre dire di no, oppure potete dire: “Preferisco”. Il preferire vi dà la possibilità di scegliere, di controllare e dominare gli eventi. La parola può nuocere oppure giovare, è potentissima. Fra le parole più efficaci che ciascuno di noi usa ci sono quelle che servono per descriverci, a noi stessi e agli altri. La scelta delle parole contribuisce a creare modi di comportamento o a distruggerli, e con essi anche la vita. Pensate a certe parolacce, intrise di significato simbolico e pregne di ostilità, anche quando vengono pronunciate con indifferenza. Per contro, pensate a parole consuete come “amore”, “gioia”, “bello”, “vita”, che non possono che aiutare e consolare. La tecnica distensiva, da sempre, mette nel suo programma terapeutico le parole giuste che accelerano il miglioramento e la salute del soggetto.


PER RILASSARSI E' NECESSARIO IMPARARE A

RESPIRARE

... la vita è respiro.

Anche i polmoni, come la maggior parte degli organi, vengono usati spesso in modo incompleto. Normalmente si respira usando la parte media dei polmoni, utilizzando così un ottavo della loro capacità. L’importanza di una buona respirazione è conosciuta da tutti. E’ grazie all’ossigeno che avviene il metabolismo… che si vive. Eppure, la mentalità “onnipotente” dell’uomo ha escogitato il vizio del fumo che va ad interferire e danneggiare, in alcuni casi in modo irreparabile, il delicato processo respiratorio. La respirazione è un atto sia involontario sia volontario, quindi a proprio piacimento, è possibile esercitare una respirazione più o meno profonda, più o meno veloce. Inoltre, grazie questo geniale doppio sistema di immissione dell’aria, tramite la bocca e il naso, è possibile creare ancora altre combinazioni respiratorie, oppure usare una narice o l’altra. Alcune tecniche respiratorie. La respirazione addominale si effettua mantenendo fermo il torace e abbassando il diaframma al momento dell’inspirazione, espandendo di conseguenza l’addome. E’ importante durante l’espirazione vuotare a fondo i polmoni, espellendo più aria viziata possibile. L’espirazione è la parte più importante dell’atto respiratorio, in quanto è il momento in cui si decide quanta aria è possibile inspirare nel ciclo successivo. Questo tipo di respirazione, oltre a rilassare tutto l’organismo, agisce in modo profondo sulla circolazione sanguigna. Il diaframma lo si può intendere come il secondo cuore, e con i suoi movimenti simili a quelli di un pistone, riempie la base dei polmoni facendovi affluire il sangue venoso in grande quantità. Il diaframma, inoltre, con il suo movimento ritmico, massaggia gli organi addominali in modo delicato e nello stesso tempo efficace. Con l’esercizio, la respirazione addominale diventa sempre più ampia, dolce e ritmica anche nelle persone molto tese, a causa dell’azione decongestionante sul plesso solare, area denominata dell’ansietà. Nella respirazione clavicolare, invece, l’aria viene inviata soltanto nella parte alta dei polmoni. Bisogna mantenere ben ferme sia la cassa toracica che l’addome, e respirare solamente con il movimento delle spalle e delle clavicole, concentrandosi sulla parte superiore dei polmoni. Questo è il modo peggiore di respirare, in quanto solo una parte minima dei polmoni viene ossigenata e la respirazione è in genere frettolosa… spesso è causa di stress e di tensione costante. Le donne respirano molto spesso in questo modo. Per molto tempo si era pensato che la causa fosse da ricercare nell’abbigliamento (reggiseno, guaine, vestiti stretti). Ma ormai l’abbigliamento essendosi uniformato, i loro abiti sono liberi e sciolti, eppure il fenomeno non è cessato. Il vero motivo deve essere ricercato altrove. Osservando neonati di entrambi i sessi, ci si accorge che di tanto in tanto quelli di sesso femminile respirano con la parte alta del torace. Evidentemente la respirazione clavicolare deve essere una caratteristica femminile, e tenendo presente il suo ruolo fondamentale nella vita, è stata trovata la soluzione all’enigma. Durante la gravidanza, e specialmente negli ultimi mesi, la donna è costretta a respirare in questo modo in quanto l’utero dilatandosi, invade la cavità addominale. Evidentemente le donne a livello inconscio hanno questa predisposizione che è utile soltanto se inserita in una respirazione ampia, altrimenti è causa di stress. La respirazione completa riunisce in un solo movimento ampio ed armonico i sistemi di respirazione. La tecnica migliore per impararla consiste nell’esercitarsi a fondo con le respirazioni parziali (addominale e clavicolare) e poi riunirle insieme in un’unica respirazione. La posizione migliore per effettuare gli esercizi è la supina. Vediamo brevemente le diverse fasi che compongono questo tipo di respirazione. Si inizia vuotando a fondo i polmoni, contraendo i muscoli addominali per espellere l’aria residua. Abbassando il diaframma lentamente e lasciando affluire l’aria. Quando la parte inferiore dei polmoni avrà spinto fuori l’addome, si espanderà il torace senza forzature, e infine sollevare le clavicole. E’ importante che durante tutta l’inspirazione l’aria circoli silenziosamente senza la minima interruzione. E’ indispensabile riempire il più possibile i polmoni (senza gonfiarsi troppo) per poi espirare con lo stesso ordine usato per l’inspirazione, sempre senza interruzioni e molto lentamente. Alla fine dell’espirazione si ritrarrà bene l’addome per fare fuoriuscire ogni residuo d’aria. Poi i ricomincia un altro ciclo. Come l’espirazione, l’inspirazione deve essere lenta e silenziosa, agevole e continua. La respirazione ideale è lenta, profonda, silenziosa, facile. La respirazione lenta e profonda dissipa istantaneamente lo stato di congestione del fegato, in quanto i polmoni aspirano letteralmente l’eccesso di sangue accumulatosi, favorendo il suo afflusso nel ventricolo destro del cuore. L’espirazione profonda prima di iniziare l’esercizio permette ai polmoni di liberarsi di tutta l’aria viziata, che altrimenti comprometterebbe i benefici della respirazione completa. Per le donne, però, la tecnica di respirazione va invertita. Infatti, per la loro naturale inclinazione, preferiscono partire con l’inspirazione clavicolare per concludere con quella diaframmatica. La tecnica per eseguirla è praticamente identica, basta soltanto invertire le fasi. Partire con l’inspirazione alta non si può considerare un errore, anzi viene solitamente classificata “espirazione completa femminile”. Dà gli stessi benefici se eseguita, al pari di quella maschile, con calma e profondità. Un sistema per riuscire bene nella respirazione completa può essere quello di visualizzare una bottiglia che, dopo essere stata vuotata di acqua sporca, lentamente si riempie di acqua pura partendo dal fondo. Quando si eseguono questi esercizi respiratori, bisogna fare attenzione al suono dell’aria che passa dalla bocca alla trachea, giù nei bronchi e poi nei polmoni. All’inizio si avranno poche sensazioni, ma con un po’ di allenamento, si sentiranno fruscii e suoni diversi che aiuteranno a capire come si è fatti dentro. E’ possibile portare l’attenzione sul battito cardiaco, sui suoi tipici rumori sistolici e diastolici… si sentirà il cuore rimbombare nei polmoni, si avrà la sensazione del sangue caldo che percorre le arterie. Questa “sensibilità”, questi ascolti possono diventare un’utilissima esperienza. Prendere confidenza con il proprio corpo, si impara a scoprirlo, a conoscere una parte di se stessi sinora dimenticata. Più avanti (con l’allenamento) si arriverà a comunicare con le proprie cellule ed entrare in “sintonia” con loro… su proviamo non “costa” nulla!

RIASSUMENDO

Quando si è in uno stato di rilassamento non solo si affacciano dal profondo immagini che facilitano la produzione spontanea di nuove idee ed energie immense, ma anche i neurotrasmettitori "buoni": si entra in contatto con facoltà amiche nascoste… si sbloccano i pensieri fissi… le immagini attivano le risorse interne, permettono di guardare se stessi con occhi diversi: fanno ritrovare la strada giusta. Le immagini sono il linguaggio più antico del cervello e sanno mobilitare, senza chiedere nulla in cambio, tutte le energie creative… quando si sospende il “controllo” ossessivo e si è rilassati, entra in funzione l’emisfero cerebrale destro in grado di attivare risorse e idee nuove, favorire nuove opportunità e possibilità, scorgere panorami diversi e nascosti che altrimenti non sarebbero utilizzati: illuminerà ogni percorso di vita.

QUESTA BREVE ESPOSIZIONE HA SCOPO SOLO INFORMATIVO E NON CURATIVO. IL FINE DI QUESTO LAVORO (come ogni articolo di questo sito) E’ QUELLO DI “TOCCARE” QUANTE PIU’ MENTI POSSIBILI IN MODO TALE CHE OGNI SINGOLO INDIVIDUO POSSA ESSERE STIMOLATO AD APPROFONDIRE TUTTI GLI ARGOMENTI TRATTATI E, QUINDI, ESSERE IN GRADO DI FARE SCELTE IL PIU’ POSSIBILE MIRATE, RESPONSABILI E CONSAPEVOLI PER IL PROPRIO BENESSERE… POTER SCEGLIERE E DECIDERE LIBERAMENTE. LA CONOSCENZA RIMANE SEMPRE IL PRIMO STRUMENTO DI PREVENZIONE. LA PAROLA D’ORDINE E’… INFORMARE, INFORMARE E, ancora, INFORMARE!!!

È ora possibile chiedere, previo contributo volontario, il programma di autoipnosi completo e specifico per le seguenti patologie e disagi emotivi:
Emozioni - insicurezza, ansietà, depressione, ecc.;
Comportamenti e abitudini - mangiare eccessivamente, fumare, fare eccessivo uso di alcol, tic, scarsità di concentrazione, ecc.;
Problemi fisici - insonnia, tachicardia, disturbi psicosomatici, ecc.;
Problemi sessuali - difficoltà di erezione, eiaculazione precoce, difficoltà orgasmica, ecc.
Inoltre, sono disponibili gli esercizi per equilibarare i due emisferi cerebrali.
PER RICHIEDERLO, CONTATTATEMI VIA E-MAIL CLICCANDO SULLA SCRITTA "FILO DIRETTO", OPPURE TELEFONATEMI AL NUMERO 0532 - 329012.


Ritorna alla
pagina principale