TEST, QUESTIONARI e ALTRO …

(ricerca di un metodo “scientifico” in psicologia)


In generale, il test è una prova che permette - partendo dall’esame di un atteggiamento - di determinare comportamenti significativi abituali o futuri, se il soggetto, ovviamente, mantiene nel tempo quel particolare quadro clinico. E’ una prova (definita, standardizzabile, riproducibile) che stimola e registra un determinato comportamento. Mette in evidenza alcuni comportamenti e ne prevede altri. I genitori vogliono sapere come orientarsi, gli impiegati come essere assunti o promossi, i terapeuti come curare. Ogni test utilizzato, a prescindere dalla sua “onestà” e specifica funzione, non darà mai una risposta diretta ai loro problemi: informa non decide. Ma la descrizione di comportamenti abituali o futuri può aiutare ad affermarsi, prendere delle “posizioni”: decidere. Il test è sempre una prova: permette l’osservazione. Per quanto sia attuale, il test non è che una continuazione dei due più antichi e sapienti metodi di conoscenza dell’essere umano noti fin dalla notte dei tempi. Per secoli, infatti, gli uomini per conoscere i loro simili hanno avuto a disposizione due mezzi, soltanto due: l’osservazione e la prova sul campo. Guardiamo con la coda dell’occhio l’osservatore: è divorato dalla curiosità, ma assume l’atteggiamento di uno che sembri dire: “la cosa non mi riguarda”; è attento ma finge indifferenza. Aspetta che l’altro in qualche modo si “scopra”. Ascolta ma non fa domande: una domanda, sarebbe già un creare una situazione, una prova. A fatica l’osservatore si permette di porre a se stesso delle domande sull’altro. Infatti, egli è curioso di conoscere ciò che l’altro è nella sua intrinseca particolarità; non è ansioso di trarre delle conclusioni dall’osservazione. L’osservatore è un po’ come un voyeur tenuto lontano dall’oggetto del suo interesse, dallo schermo insuperabile del buco della serratura. Ritornando a noi, le più antiche prove di conoscenza hanno qualche somiglianza con i tests. Sono stati e tuttora adottati in ogni settore, anche militare. I centurioni dell’armata romana, infatti, dovevano superare vere prove di attitudine, ed anche nella Bibbia, Gedeone, per suggerimento di Dio, se non sbaglio, sottopose le sue reclute alla seguente prova: le conduce a bere sulla riva di un fiume e osserva il modo in cui bevono. Rimanda a casa tutti coloro che attingono l’acqua con le mani per portarla alle labbra, considerandoli senza dubbio troppo “raffinati” per la vita del campo. Arruola invece coloro che si stendono sul ventre per bere alla corrente come cani, traendo buoni auspici dalla loro “rudezza”. Su circa diecimila ne sceglie trecento con i quali vinse, poi, la battaglia. Bastano questi pochi cenni per farsi un’idea della varietà del contenuto dell’oggetto d’osservazione e della diversità delle forme che la prova assume. Ma veniamo a noi, entriamo nel vivo della materia. I tests sono davvero tanti, ma a noi interessano in particolar modo quelli rivolti alla diagnosi della personalità ( VEDASI sezione: Personalità) che ci permettono di riassumere con sufficiente “esattezza”, per i più esperti, in uno schema diagnostico (dal greco dia= per mezzo di e gnosis=conoscenza), il modo di reagire dell'individuo in esame. L’essere umano, come sappiamo, non vive isolato in un mondo irreale, libero da costrizioni e suggestioni: fa parte attiva di una determinata costellazione familiare e da un particolare e originale, sempre unico, ambiente sociale. Senza “saperlo” ha imitato sin dalla più tenera età certe linee di condotta, ha assimilato giudizi e interpretazioni, ha accettato modi di pensare e di agire. Questo processo di socializzazione della personalità porta inconsapevolmente a un adattamento progressivo alle richieste dell’ambiente, in un reciproco scambio (non paritario) affettivo – intellettuale, per cui diviene assai problematico che l’individuo possa essere veramente se stesso. L’intelligenza e le attitudini non sono sufficienti a determinare il successo, né a spiegarlo. Determinante è invece un altro aspetto dell’individuo: la personalità. Quando i tests di intelligenza e di attitudine, a nostra disposizione, ci hanno indicato di che cosa un individuo è capace, non è possibile ancora prevedere con certezza cosa farà. Conoscendo le capacità potenziali, si possono prevedere le realizzazioni, così come possiamo supporre gli acquisti di un individuo sapendo quanto denaro ha nel portafoglio. Lo studio della personalità e soprattutto i tests proiettivi che indagano questo aspetto umano potranno indicarci, tra l’altro, come una persona si serva delle sue capacità. Durante tutto il ciclo scolastico, la riuscita dipende principalmente dall’intelligenza (capacità di apprendere). Ma capita anche che bambini dotati falliscano nei loro studi. L’intelligenza (capacità di affrontare e risolvere i problemi) e le attitudini svolgono un ruolo importante nel successo professionale, ma incontriamo anche scienziati incapaci di dirigere, operai eccellenti incapaci di integrarsi in un gruppo di lavoro. Se non conosciamo la personalità, lo studio dei fattori intellettuali si rivela quindi incompleto anche per conoscere la stessa efficienza intellettuale. La “diagnosi” non è mai un’etichetta e tantomeno un capo d’accusa ma un’indagine “rispettosa” attraverso la quale è possibile mettere in evidenza il proprio potenziale e come utilizzarlo al meglio, conoscere la propria capacità di adattamento, prevedere certe manifestazioni distruttive verso se stessi e gli altri. Il test offre una gamma di risposte quasi infinita e soltanto due o tre si ripetono caratterizzando quel particolare individuo. Il test non “violenta” nessuno. Rivela piuttosto quanto e in che modo noi stessi ci costringiamo a vivere dentro i limiti che disegnano il nostro contorno, le inquietudini irrazionali, i desideri insoddisfatti, le contraddizioni interiori che ci portiamo dietro fin dall’infanzia, i freni inibitori (inibizioni), le battute di arresto (inibizioni), i penosi stati affettivi (ansia, tensione fisica)… stimare il grado di pressione in modo tale da verificare se si è in grado di gestire o di tollerare quella situazione senza il pericolo che si crolli. Tieni ben presente che tutti i tests sottoindicati sono stati realizzati per favorire la consapevolezza, per conoscere se stessi e, soprattutto, sono utilizzati e inseriti in un programma terapeutico ben specifico non come gioco di società o per sminuire chi si sottopone a questa esperienza. Come più volte ripetuto, questo è lo spirito del presente lavoro e di tutto il sito, cioè stimolare la CONSAPEVOLEZZA in modo tale da poter scegliere e decidere sempre liberamente.


. PRIMO TEST:

- "Quale emisfero usi"? Un modo "semplice" per scoprire l'area cerebrale dominante e come portare il "tutto" in equilibrio... in perfetta armonia.

. SECONDO TEST:

- D.A. "Le dieci personalità". Come prevenire gli effetti dello stress e sfruttare al massimo le proprie potenzialità.

Un test che individua - attraverso atteggiamenti, comportamenti e modi di pensare - gli squilibri nutritivi individuali (quadri clinici legati alla carenza o all'eccesso di elementi chimici: sbalzi di umore, tratti ossessivi - compulsivi, depressione, ecc.). Vengono presi in esame i vari modi di reagire - stress fisico e psicologico - connessi a eccessi o forme di carenze biochimiche nel corpo e nella mente in un determinato momento del soggetto esaminato.

NB. Le informazioni contenute in questo Test sono ESCLUSIVAMENTE a scopo informativo e divulgativo. Oltre a cogliere lo spirito dell’orientamento scientifico del sito è parte integrante del progetto culturale realizzato. E’ rivolto, pertanto, come più volte sottolineato, a stimolare la ricerca e la conoscenza di se stessi… e, soprattutto, riempire il cuore con una grande magia: la vita! Non intende assolutamente sostituire il consiglio del proprio medico.

. TERZO TEST:

- Cod.Col. Un modo di conoscere se stessi e gli altri, scoprire quali sono le motivazioni che spingono a sviluppare i propri punti di forza, migliorare i rapporti con la gente, trasformare le proprie limitazioni in situazioni più vantaggiose, migliorare la propria performance nel quotidiano e nell’attività lavorativa.

Questo "complesso" questionario permette di conoscere a quale quadro clinico apparteniamo. Una guida utile per comprendere come mai con gli altri - nei rapporti interpersonali - a volte ci sentiamo disponibili mentre altre volte diventiamo di colpo diffidenti, ci mettiamo di traverso (sulla difensiva), viviamo certi “incontri” con grande coinvolgimento oppure con profondo disagio: inspiegabilmente ostili o aggressivi. Capire lo stato emotivo che è alla base di ogni comportamento permette di approfondire la percezione di se stessi e dei vari rapporti interpersonali, senza cadere nel meccanismo della “proiezione” (si veda il significato di questo termine nel "Testo di medicina psicosomatica"). Avere, pertanto, una chiara visione della propria identità permette non solo di sviluppare rapporti felici e proficui ma, soprattutto, riprendersi quel processo di crescita e di equilibrio che l’incontro con un mondo non completamente accogliente ha interrotto da tempo.

. QUARTO TEST:

- Questionario della coppia.
Per sapere come funziona realmente il rapporto ... per renderlo più vivo e frizzante.

Un modo di conoscere in profondità i propri sentimenti sia quelli che avvicinano sia quelli che allontanano: armonia “fisica” e mentale (sessuale e psicologica). Comprendere e mettere a fuoco le proprie ansie, paure, frustrazioni, orgoglio, prevaricazione, prepotenza… ovvero i pericoli che si corrono quando due si incontrano per diventare coppia. Quando si entra in crisi difficilmente i partner sono in grado di decifrare le ragioni dei vari conflitti, per cui scoprire se la coppia non funziona per la mancanza di “elementi” che la tengono insieme è spesso un modo per salvare amore e rapporto… ovviamente se brucia ancora qualcosa sotto la cenere! In breve, diventare davvero coppia: l’arte di vivere insieme!!!

... breve Vademecum per la coppia felice.

... si deve amare il partner non un’idea ... amare non significa adattarsi ciecamente all’altro e vivere in maniera faticosa il rapporto ... ascoltare l’altro (senza volerlo cambiare) va bene, ma aprire gli occhi su se stessi è ancora meglio ... sono proprio le relazioni inaspettate a rilevare i lati di noi interessanti e tutti da scoprire... la coppia funziona solo se c’è avventura, mistero, fantasia, rispetto, attrazione, entusiasmo e passione: si è trascinati dalla sorpresa e dall’imprevisto ... i conflitti servono ad affermare la propria indipendenza ... no alle relazioni gabbia in cui i doveri superano i piaceri ... no a sacrifici del tutto inutili che oltre ad andare “controvento" ti fanno andare fuori strada ... se si considerano leciti i propri bisogni non solo la vita sarà più semplice e il benessere immediato, ma le relazioni saranno davvero più autentiche e felici... quando si è aperti al piacere non si è mai inscatolati, ma più lucidi, attenti e con la mente sgombra ... il piacere non deve essere una piccola concessione ma un vero diritto ... il piacere e la felicità sono condizioni irrinunciabili per la salute fisica e mentale ... se non c’è piacere spontaneo manca sempre qualcosa - tutto diventa faticoso, complicato e stressante - anzi la sua assenza lascia spesso una fastidiosa e inspiegabile eredità: depressione, ansia, ipocondria e attacchi di panico ... molto spesso, senza accorgersene, ci si mette insieme per un “incastro” psicologico dettato e obbligato dall’incontro delle personalità coinvolte ... il rapporto diventa pesante quando ad alimentarlo non è più la passione ma l’abitudine e la noia ... le relazioni “spente” fanno lievitare (appesantire) il corpo mentre la voglia di avventura “snellisce” (allegerisce) completamente la coppia ... … ogni amore è avventura… l’amore è una scintilla che scatta all’interno, arriva all’improvviso, senza rispettare nessun progetto, proprio per mandarci a gambe all’aria quando siamo troppo controllati… non bisogna rinunciare a vivere per assecondare il partner: il vero amore non blocca ma fa crescere entrambi… il rapporto finisce quando entrano in gioco elementi che lo rendono innaturale: recite, tensioni e sforzi ma, soprattutto, da interferenze e indebiti interventi esterni come consigli, critiche e aspettative… non si ama per annullarsi nell’altro… non si potrà mai essere felici se nascondiamo le vere passioni, se si vive per l’applauso, per farsi accettare, per fare bella figura: uniformarci incondizionatamente si recita una parte non sentita che nasconde solo rabbia e aggressività da troppo tempo trattenuta… i litigi e le discussioni non scendono in campo a stabilire chi ha ragione, ma a smuovere le energie di un vivere troppo statico: ruoli fissi che svuotano la coppia.… no tenere il muso… un amore troppo ‘sicuro’ inquina la mente e crea un rapporto scontato che non infiamma… SAPPIATELO le persone “sbagliate”, intossicano, soffocano, fanno star male… SONO NOIOSE!!!

Test: Quale emisfero usi?

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TEST

Quale emisfero usi?

Emisfero sx: valuta cose e situazioni mentre quello dx le apprezza o le disprezza: uno scambio “buono” dei due emisferi porta ad una sintesi, ad una decisione e di conseguenza ad un’azione, ad una scelta (fare o non fare) …

Nessuno di noi è del tutto "destrorso" o "sinistrorso", ma come alcuni tendono a usare la mano sinistra oppure la destra, così molti tendono a usare una modalità di pensiero invece dell'altra. Questo Test vi aiuterà a capire qual è l'emisfero del cervello che prevale in voi. Una volta che lo avrete accertato, potrete cominciare a esercitarvi per rafforzare l'emisfero opposto e renderlo più partecipe alla formazione del pensiero. Se esiste una buona integrazione nell'attività dei due emisferi, vi sarà più difficile scegliere le risposte ai singoli quiz. Per ricavare dati significativi dal test, date di volta in volta la risposta che meglio si adatta al vostro caso, quella più vicina al modo in cui tendete a pensare e agire.

LA STRUTTURA EVOLUTIVA DEL CERVELLO UMANO

1. La corteccia cerebrale. Questa parte del cervello è sede del linguaggio, del pensiero, della programmazione, dell’organizzazione e della coscienza.

2. Il sistema limbico (noto anche come cervello emozionale o mammifero). E’ il centro emozionale che crea le sensazioni, pur rimanendo inconscio. E’ il generatore degli impulsi più potente del sistema nervoso e quello che più influisce sul comportamento.

3. Tronco cerebrale e cervelletto (rettiliano). Il più antico dei tre cervelli, è responsabile degli aspetti più meccanici del corpo: moto, sensi e reazioni istintive.

Le intricate connessioni fra i tre cervelli non sono affatto funzionali: spesso la comunicazione viene del tutto interrotta e ciò può causare una scissione, che ci porta ad agire secondo un’unica modalità: fisica, emotiva o mentale. Il tronco cerebrale o cervello rettiliano - che è parte del nostro retaggio evolutivo - è anche il più antico dei nostri cervelli. Vi ha sede l’intelligenza primordiale, che ci permette di sopravvivere ed è responsabile delle reazioni di “fuga”, “lotta”, “cibo” e “riproduzione”, a cui è stata aggiunta di recente quella di “blocco”. Queste risposte istintive determinano le nostre reazioni immediate a stimoli imprevisti e costituiscono la principale tattica di sopravvivenza di ogni animale. Anche queste strategie possono diventare abituali o ossessive, come accade per molte delle cose che facciamo. Spesso, da bambini, siamo costretti a reagire a situazioni di pericolo, che impongono una scelta tattica. Possiamo scegliere, ad esempio, di affrontare un cane inferocito o di fuggire. Possiamo trovare consolazione nel cibo, nelle attività sessuali o bloccati quando lo stress si fa intollerabile. Si tratta di comportamenti del tutto naturali, ma se scegliamo costantemente un solo tipo di reazione escludendo tutte le altre, essi cominciano a determinare le nostre risposte in modo malsano. Se è più prudente fuggire da un gruppo di animali inferociti che potrebbero farci male, la stessa modalità reattiva non risulta più necessaria in una situazione che non appare pericolosa. Quando arriviamo per gradi a vedere tutto come una potenziale minaccia e siamo troppo occupati a scappare per capire se dobbiamo davvero farlo o meno, allora tale reazione controlla e gestisce completamente il soggetto. E’ difficile identificare queste reazioni istintive, e ancor più difficile è modificarle, in quanto sono direttamente collegate alla parte più antica e inconscia del cervello (cervello rettiliano). Oltre a ciò, tutti i nostri aspetti inconsci sono soggetti a diventare robotici, meccanici e impermeabili al sentimento e alla sensibilità, un po’ come un vecchio disco che s’incanta e ripete all’infinito la stessa melodia, fino a quando qualcuno o qualcosa non interrompa il suo ciclo reiterativo.

Il nostro cervello emotivo (sistema limbico) o - per dirla in termini evoluzionistici – “mammifero” è localizzato nel centro, inserito nel guscio protettivo della corteccia esterna. E’ più antico dell’apparato cognitivo della corteccia cerebrale e, di conseguenza, i canali che partono da esso sono di gran lunga più numerosi di quelli che vi fanno ritorno provenendo dal suo omologo pensante e cosciente. Ciò non sembrerebbe importante, almeno a livello superficiale, poiché si ritiene che il cervello emotivo sia completamente inconscio: le sue reazioni filtrano verso il cervello conscio solo quando viene attivato da qualche stimolo. Dunque, questo meccanismo relativamente piccolo e in gran parte inconscio influenza e modella il nostro comportamento in modo del tutto sproporzionato rispetto alla sua grandezza, rivelandosi molto più potente della corteccia cerebrale, che è di dimensione maggiore. La maggior parte dei nostri impulsi e desideri vengono elaborati o nascono in questa zona. Il sistema limbico registra gli stimoli in entrata molto prima che questi raggiungano la corteccia attraverso percorsi più tortuosi. Ciò significa che le situazioni impreviste vengono affrontate addirittura prima che la corteccia cerebrale riconosca il bisogno di reagire. Gli effetti dei cambiamenti ormonali relativi ai neurotrasmettitori provocati dal sistema limbico (aumento del battito cardiaco o della pressione sanguigna) si verificano un secondo prima di essere registrati a livello cosciente. Spesso prendiamo per emozioni queste esperienze, che sono in realtà trasmissioni di dati direttamente dal sistema limbico alla corteccia. Questa non è solo una strategia vitale per la sopravvivenza, ma determina anche buona parte del nostro comportamento inconscio. Il sistema limbico ha bisogno di un alleato cosciente per interpretare ciò che sente. Qui entra in gioco la corteccia, anche se il collegamento tra i tre cervelli è tuttora imperfetto, spesso si rilevano fraintendimenti e difetti. Mentre la natura perfeziona la sua opera d’arte, siamo purtroppo costretti a rimanere inconsapevoli di ciò che avviene nella nostra testa. Tuttavia, il nostro comportamento inconscio - nel momento in cui affiora alla coscienza - si modifica istantaneamente… il centro emozionale inconscio, controlla il nostro comportamento, domina le azioni senza la previa autorizzazione della coscienza. Sembra che il semplice meccanismo di ricompensa o punizione utilizzato dal sistema limbico di traduca in una sensazione di espansione o contrazione. Ogni volta che sperimentiamo benessere, euforia, estasi e solidità, prevale un senso di espansione della coscienza e di totale libertà. Il dolore, l’angoscia, la depressione e la sensazione di essere in trappola sono all’origine dei disturbi psicologici più comuni della società moderna. Eppure, noi facciamo di tutto per abbracciare l’infinito, alcuni con alcol o droghe che alterano la mente e l’umore, altri grazie alla temporanea sensazione di libertà che l’amore, il denaro o il potere sembrano poter dare; altri ancora attraverso il corpo e gli sport estremi. Le cause della felicità o della sofferenza vengono sempre più spesso ricercate nel funzionamento del nostro apparato chimico, troppo o troppo poco considerato. Ma, se non ci è possibile controllare immediatamente molte funzioni del nostro corpo, è pur vero che le alterazioni dell’attenzione conscia modificano la chimica del sistema emozionale. Una maggiore consapevolezza rende più facile mutare la natura dei nostri modelli di comportamento inconsci. All’interno del cervello, vari tipi di cellule producono circa cinquanta diversi neurotrasmettitori, sostanze biochimiche che trasmettono gli impulsi nervosi da una cellula all’altra. I sei neurotrasmettitori più importanti sono:

Serotonina. Agisce sull’umore e sugli stati d’ansia. Crea serenità, un senso di calma e ottimismo.

Acelticolina. Associato alla concentrazione, alla memoria e all’apprendimento. Noradrenalina. Sostanza chimica stimolante, che crea eccitamento nervoso e miglioramento dell’umore.

Glutammato. Neurotrasmettitore eccitante che contribuisce a connettere i neuroni tra loro. Costituisce inoltre la base della memoria a lungo termine e dell’apprendimento.

Encefaline ed endorfine. Neutralizzano dolore e stress e danno una vaga sensazione di calma interiore.

Il cervello limbico (o emotivo) è composto da: talamo, ipotalamo, ippocampo, amigdala e putamen.

Talamo. Permette di usare contemporaneamente vista, udito, olfatto e tatto. Trasmette le informazioni in entrata alle parte del cervello appropriate, dove vengono elaborate.

Ipotalamo. Mette continuamente a punto il corpo per adattarlo all’ambiente esterno.

Ippocampo. E’ coinvolto nell’elaborazione della memoria secondaria, che trasferisce alla corteccia a tempo debito.

Amigdala. Produce paura e ansia, oltre ad avere un suo particolare sistema mnemonico.

Putamen. Controlla le funzioni motorie. Se iperattivo, può innescare reazioni inappropriate al momento sbagliato.

Il cervello umano è un sofisticato “prodotto” di due menti distinte: i due emisferi del cervello sono collegati da fibre connettive, che consentono loro di intrattenere un dialogo tanto serrato che il risultato finale sembra il lavoro di un’unica mente. Tuttavia, se confrontiamo i loro rispettivi campi d’azione, scopriremo che sono estranei l’uno all’altro. Studi accreditati hanno dimostrato che ogni emisfero è strutturato in modo diverso e ha facoltà specifiche: il dx appare più emotivo, ed è responsabile dei sentimenti di tristezza e disperazione. Anche la coscienza spaziale, la capacità di riconoscere un viso o immagini mimetizzate e quelle di capire immediatamente una struttura hanno origine nella parte dx del cervello. Il cervello sx può analizzare strutture complesse nei loro componenti, ma tende a perdere di vista l’insieme a vantaggio dei particolari. Ha una grande capacità deduttiva e sa utilizzare i simboli e il linguaggio per trovare la strada nell’ambiente esterno. La sua perizia nel calcolare, concepire, programmare e comunicare ha largamente contribuito all’affermazione dell’essere umano. La causa delle diverse propensioni degli emisferi olistico e analitico potrebbe essere una differenza fisica congenita:

il cervello dx contiene più materia bianca, mentre il sx abbonda di materia grigia. Ciò significa che il cervello dx è organizzato più liberamente, con connettori a lungo raggio tra i neuroni distanziati gli uni dagli altri. Potrebbe essere questo il motivo per cui questo emisfero eccelle nei tratteggi ampi e spesso confusi, mentre il sx presenta una trama più fitta, con i neuroni ammassati gli uni agli altri, ed è capace di analizzare dettagli intricati e precisi.

ALIMENTI per la mente:

aringa, sgombro, salmone (pesce), sesamo, girasole (semi), segale, avena, orzo, riso (cereali… ovviamente integrali), ogni cosa verde, peperoni (verdure), kiwi, mango (frutta), olio vegetale (oliva, sesamo).

NUTRIENTI quotidiani indispensabili per il cervello:

Tiamina (B1), Ribovlavina (B2), Niacina (B3), Pantotenato (B5), Piridossina (B6), Cobalamina (B12), Acido folico (Bc), Colina, Vitamina C, Zinco, Cromo, Calcio, Magnesio, acidi grassi omega 3.

Le piante che fanno bene al cervello sono: Gingko, Salvia spagnola, Iperico, Passiflora.

Premessa

Si discute spesso della complessità della mente umana, ma si presta meno attenzione alle caratteristiche “miracolose” del corpo umano, che incredibilmente sa proteggersi e spesso rigenerarsi. Il rivestimento dello stomaco, ad esempio, si rinnova ogni cinque giorni. Si cambia pelle ogni mese, il fegato si rigenera ogni sei settimane e lo scheletro si rinnova ogni tre mesi. Ogni anno, inoltre, viene sostituito oltre il novantacinque per cento degli atomi presenti nel corpo umano. Il liquido ematico, che contiene venticinquemila miliardi di globuli rossi e percorre oltre centomila chilometri di vasi sanguigni, regola la temperatura corporea, seleziona opportunamente gli ormoni, gli enzimi e le sostanze nutritive convogliandole nel punto giusto al momento giusto. Con la nuova tecnologia sappiamo che i neuroni del sistema sono i trasmettitori chimici dei messaggi del cervello al corpo. Ogni cosa è costantemente controllata: dal battito cardiaco alle capacità motorie, dalle percezioni sensoriali alle reazioni emotive. I pensieri e le emozioni vengono trasmessi a zone altamente specializzate del cervello che, a loro volta, le selezionano con precisione. Il fenomeno, comunque, più affascinante sta nello spazio interno del cranio umano: il cervello. Le sue parti sono collegate tra di loro da circa due milioni di terminazioni nervose. All’interno di questa massa grigiastra, del peso di circa 1350 grammi, un elevatissimo numero di neuroni - dai dieci ai quindici miliardi - provvede a selezionare ed elaborare tutte le informazioni disponibili… assegna priorità e limita l’uso di tutte le altre facoltà… governa, controlla e regola le varie funzioni del corpo. E’ davvero straordinario come quest’unico organo racchiuso nella scatola cranica controlli l’attività dei sistemi e involontari del corpo (SNC e SNP), la coscienza, i pensieri, la percezione, persino la creatività. Registra permanentemente tutte le informazioni e tutte le esperienze – immagini, suoni, parole, sensazioni tattili, gusti e odori – che diventano le fondamenta delle nostre convinzioni fondamentali. In breve, è il sistema di credenze che agisce da forza – guida in quasi tutto quello che si fa. La massa cerebrale è costruita da due parti, ciascuna delle quali delle dimensioni del pugno di un adulto, separate da una fessura longitudinale e collegate da un ampio fascio di circa duecento milioni di fibre nervose, chiamate “corpo calloso”. Sono i due emisferi: quasi identici nell’aspetto, hanno comunque specifiche funzioni, compiti e “responsabilità”. (Emisfero sx: muove e controlla la parte dx del corpo, contribuisce alla capacità di razionalizzare e usare la logica. E’ orientato verso la realtà, controlla il linguaggio e la parola, capace di verbalizzare, osserva le singole cose. Chi usa questo emisfero ragiona in modo logico e sistematico: pianificare la giornata, rispettare programmi quotidiani, parlare, eseguire calcoli. Emisfero dx: muove e controlla la parte sx del corpo, non è razionale. E’ intuitivo, si esprime attraverso i sentimenti, la musica, l’arte, il simbolismo. Chi è dominato da questo emisfero sogna, capisce le metafore, crea nuove combinazioni di idee… il senso logico e la sequenzialità svolgono un ruolo insignificante per questi soggetti). Sebbene ogni emisfero abbia la propria specializzazione e vengono entrambi usati, si è dimostrato che in ogni essere umano prevale o l’uno o l’altro emisfero. Siamo quindi tutti “sinistrorsi” o “destrorsi”. Apprendendo le tecniche ipnotiche, è possibile aiutare se stessi ad accedere alle vaste zone inutilizzate del cervello, attivare determinati circuiti nervosi … alla scoperta delle immense potenzialità cerebrali.

Domanda 1
Pensate alla vostra canzone preferita. Chiudete gli occhi e scorretela mentalmente per dieci o quindici secondi. Vi siete concentrati soprattutto:

A - Sulle parole
B - Sulle melodie


Domanda 2
Vi trovate al ristorante con un amico che vi chiede come raggiungere una località:

A - Disegnate una cartina con l'itinerario
B - Scrivete le indicazioni dettagliatamente


Domanda 3
Quando acquistate un apparecchio audio (stereo, radio, registratore):

A - Analizzate attentamente tutte le caratteristiche, i dati e le statistiche per familiarizzarvi con i principi elettronici importanti al fine di capire le specifiche dei vari prodotti
B - Ascoltate gli apparecchi che rientrano nella fascia di prezzo che avete fissato e ne scegliete uno in base alla qualità del suono e all'aspetto esteriore


Domanda 4
Quando vi trovate bloccati nell'avviare un progetto o risolvere un problema, ciò dipende dal fatto che:

A - Vi siete impantanati nei dettagli e non sapete da dove cominciare
B - Cercate di fare troppe cose simultaneamente e finite con il disperdere energie, senza riuscire a sfruttare le vostre capacità


Domanda 5
Che tipo di macchina fotografica preferite?

A - Un tipo che vi consente di dedicarvi unicamente alle foto e non alla macchina (un'automatica o un modello instamatic).
B - Un modello a controllo manuale nel quale dovete definire la velocità di apertura del diaframma, il flash, ecc...


Domanda 6
La seguente figura:

a quale figura si associa?



Domanda 7
Abbracciate un'idea:

A - Dopo aver letto qualcosa in merito e averne analizzato tutti gli aspetti uno a uno
B - Se ve la figurate vincente, se vi conquista, se intuitivamente, nel vostro intimo, pensate che sia giusta


Domanda 8
Tendete a giudicare una persona, basandovi:

A - Su ciò che dice
B - Sullo sguardo, sul linguaggio del suo corpo e sull'aspetto


Domanda 9
Come spettatore di avvenimenti sportivi, siete più bravi:

A - A tenere il punteggio, a ricordare le prestazioni medie dei giocatori, i record, ecc...
B - A immaginare strategie di gioco, facendo previsioni su dove avrà luogo l'azione


Domanda 10
Questa figura:

a quale delle seguenti figure si associa?



Domanda 11
Lavorate meglio quando:

A - Potete svolgere un compito specialistico che conoscete benissimo, analizzandolo e facendo combaciare ogni cosa senza lasciarvi distrarre
B - Potete vedere che quanto fate si iscrive in un quadro generale, oppure quando siete coinvolti nell'interpretazione di linee di tendenza e punti di vista all'interno del quadro generale.


Domanda 12
Come tenete la vostra scrivania, il posto dove lavorate, la stanza dei giochi, il garage?

A - Puliti e in ordine, con ogni cosa al suo posto; se sono troppo ingombri, non riuscite a trovare niente
B - In disordine, ma riuscite a tovare tutto quello che vi serve; vi sentireste persi se venisse qualcuno a riordinare


Domanda 13
Cercate di ricordarvi che cosa avete mangiato per cena ieri. Chiudete gli occhi e ricordate per cinque secondi:

A - Vi siete figurati i sapori, il gusto, l'aspetto del cibo che avete mangiato
B - Avete elencato le portate della cena e le avete descritte a parole


Domanda 14
Quando in vacanza, acquistate qualcosa da leggere:

A - Lo portate con voi e lo leggete mentre gli altri nuotano o prendono il sole
B - Va a finire che non lo leggete quasi perché vi lasciate andare, nuotare, prendere il sole


Domanda 15
Quando lavorate a un progetto, preferite:

A - Iniziate immediatamente, non appena sentite l'ispirazione, tuffandovi a capofitto e pensando di poter colmare le lacune in un secondo tempo
B - Disporre di tutti gli elementi in modo da poterli analizzare accuratamente e programmare la sequenza migliore delle fasi per la sua realizzazione


Domanda 16
Quando montate qualcosa, per esempio, un gioco, un giocattolo, il nuovo pezzo di un impianto:

A - Seguite attentamente, passo a passo, le istruzioni scritte
B - Cercate di immaginare come montarlo, limitandovi a dare un'occhiata alle istruzioni solo quando vi bloccate


Domanda 17
Preferite descrivere un oggetto o identificarlo:

A - Facendone una descrizione completa per iscritto
B - Disegnando un semplice schizzo


Domanda 18
Il vostro partner tende a essere più:

A - Logico e analitico, buon parlatore
B - Intuitivo ed emotivo, di natura artistica


Domanda 19
Questa figura:

a quale delle seguenti figure si associa?



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PUNTEGGIO TEST.

Ad ogni risposta "A", data alle domande 1 -3 - 4 - 6 - 7 - 8 - 9 - 11 - 12 - 14 - 16 - 17 - 18, assegnare un punto. Aggiungere un altro punto per ogni risposta "B" data alle domande 2 - 5 - 10 - 13 - 15 - 19.

RISULTATO: emisfero dominante.

Se è stato totalizzato un punteggio pari a 10 o superiore, si tende ad usare di più l'emisfero Sx, cioè un metodo analitico, graduale basato sull'espressione verbale: una modalità operativa a favore dei dettagli e ossessionata da particolari intricati. Se invece è stato totalizzato un punteggio inferiore a 9 si tende ad usare prevalentemente l'emisfero Dx. Si è portati ad elaborare le informazioni del mondo circostante con prospettive o metodi visivi, emotivi, artistici (arte, musica...), chi rientra in questa tipologia denota un vero spirito libero e, soprattutto, sofferente alla rigidità, ai legami troppo stretti, alla routine, alle tabelle di marcia rigorose, alle costrizioni in generale (disorganizzati, impulsivi...). Il modo di deciedere è spesso istintuale e l'umore influenza parecchio le scelte.

INTERVENTO TERAPEUTICO.

Stabilito l'emisfero dominante, cambiare atteggiamento o modo di operare è davvero fondamentale se questa modalità operativa crea disagio e squilibrio. Una strategia utile è quella di allenarsi sull'attività dell'altro emisfero. L'armonia mentale più profonda può essere raggiunta attraverso rilassamento e visualizzazioni specifiche (Il lago, Il prato, La lavagna, La lampadina, La spiaggia).


...Secondo TEST...

TEST D.A.


Le "10" Personalità

Come prevenire gli effetti dello stress e sfruttare al massimo le proprie potenzialità.

Lo scopo principale di questo TEST è quello di individuare la personalità dominante (o il sottotipo) e i suoi squilibri biochimici, in modo tale da valorizzare al massimo - se c’è consapevolezza e il desiderio di voler cambiare - i tratti positivi e neutralizzare quanto più possibile gli aspetti negativi: conservare non solo l’equilibrio ma ottenere la massima “lucidità” di se stessi. La biochimica del corpo influenza la biochimica del cervello e viceversa. E’ davvero importante, quindi, per raggiungere e mantenere l’equilibrio psicofisico, mangiare correttamente (corpo - cibo) e sapere come reagisce la mente (pensiero - mediatori chimici): cosa è fondamentale e cosa bisogna evitare per restare in “salute”… mente e corpo sono ancora una volta inseparabili.

ESEMPI e BREVI CURIOSITA’.

Una carenza di istamina segnala una condizione maniacale (allucinazioni) mentre un suo livello elevato indica una tendenza depressiva (più è alta più c’è il rischio di suicidio).

Una diminuzione di serotonina indica uno stato depressivo e tratti ossessivi – compulsivi (molto importante per conoscere la gravità dello squilibrio; se aumenta l’umore migliora), mentre livelli più alti mettono in evidenza forme maniacali: un intreccio complesso tra tratti depressivi e sintomi ossessivi – compulsivi. Le proteine animali (pollo, tacchino, coniglio) contengono un buon quantitativo di triptofano necessario per la produzione di serotonina. L’organismo brucia i grassi e le proteine mediamente in cinque ore, mentre per i carboidrati impiega circa un’ora e mezza.

Il cortisolo tende ad aumentare negli stati depressivi e abbassarsi in quelli maniacali. Il suo livello aumenta sotto stress.

Un livello elevato di adrenalina segnala sempre una condizione ansiogena (attacchi di panico, rabbia, agitazione, comportamenti impulsivi).

I minerali Zinco e Rame funzionano insieme (devono essere in equilibrio): una carenza del primo e un eccesso del secondo (eccesso: crea eccitazione, problemi psicotici - carenza: passività) creano nervosismo, insonnia e tratti paranoici, comportamenti violenti. Lo stress fa aumentare il rame e diminuire lo zinco. In questo caso bisogna evitare l’assunzione di cioccolata, funghi, caffè e crostacei perché fanno aumentare il livello di rame. Mani e piedi freddi, invece, potrebbero segnalare una carenza di zinco.

Una carenza di magnesio può causare ipertensione, agitazione, insonnia, nervosismo, depressione.

Una carenza di manganese può provocare sintomi psicotici e aumentare la pressione sanguigna.

Una carenza di Vitamina C produce stanchezza, distrazione, apatia, confusione, irritabilità, cambiamento di umore, sonnolenza, anemia, dolore alle giunture degli arti inferiori, gengive sanguinanti.

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Una carenza di alcune vitamine del gruppo B può essere un segnale depressivo o un cattivo funzionamento cerebrale.

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Una lingua color viola - magenta significa che si è carenti di riboflavina (B2).

Un cervello pieno di “rifiuti” e pensieri “spazzatura” necessita di zuccheri… di zuccheri complessi non di quelli semplici!

QUESTA BREVE ESPOSIZIONE HA SCOPO SOLO INFORMATIVO E NON CURATIVO. IL FINE DI QUESTO LAVORO (come ogni articolo di questo sito) E’ QUELLO DI “TOCCARE” QUANTE PIU’ MENTI POSSIBILI IN MODO TALE CHE OGNI SINGOLO INDIVIDUO POSSA ESSERE STIMOLATO AD APPROFONDIRE TUTTI GLI ARGOMENTI TRATTATI E, QUINDI, ESSERE IN GRADO DI FARE SCELTE IL PIU’ POSSIBILE MIRATE, RESPONSABILI E CONSAPEVOLI PER IL PROPRIO BENESSERE… POTER SCEGLIERE E DECIDERE LIBERAMENTE. LA CONOSCENZA RIMANE SEMPRE IL PRIMO STRUMENTO DI PREVENZIONE. LA PAROLA D’ORDINE E’… INFORMARE, INFORMARE E, ancora, INFORMARE!!!!

… la conoscenza, la consapevolezza è sempre terapia.


Premessa.


Ognuno di noi nasce con delle caratteristiche ben precise (Vedasi “Personalità” descritta nel “Testo di medicina psicosomatica”). All’inizio del proprio percorso di vita c’è chi manifesta il desiderio di avere più spazio per muoversi di più e chi, invece, si adegua senza nessuna obiezione alle regole della propria esistenza. La personalità è il risultato di un insieme di elementi genetici connessi con i vari rapporti sociali. E’ il nucleo omogeneo delle caratteristiche che rivelano l’essenza unica di ogni essere umano. Alcuni soggetti vedono e filtrano il mondo attraverso un paio di occhiali di un bel colore rilassante e creativo, per altri invece gli strumenti di visione sono sempre di un colore cupo se non nero. La personalità determina la tendenza o meno alla depressione, di essere disinvolti, formali; attenti o noncuranti, e stabilisce se siamo creativi, attivi o abulici. La personalità è alla base dei meccanismi che spingono a reagire in vario modo alle diverse situazioni della vita e, quindi, non è affatto una banale e semplice “passeggiata”. Rappresenta l’insieme dei pensieri e delle emozioni che, in qualche modo, suggeriscono un determinato comportamento anziché un altro, una sorta di “lista della spesa” basata però su credenze e valori ben radicati, indispensabili per capire le varie reazioni nei confronti di ogni esperienza di vita. E’ un processo attivo all’interno del proprio sistema psicosomatico… stabilisce i modi di percepire i sentimenti, di pensare e di comportarsi. In realtà, essa ci tiene d’occhio e ci protegge, simile ad un affettuoso genitore… se non avessimo questi tratti ben precisi che ci orientano ad individuare il percorso della vita in maniera più vantaggiosa, rischieremmo davvero di perderci in qualche oscuro “androne” esistenziale. Proprio per evitare questo pericolo essa ci rende diversi uno dall’altro, mostrandosi rigida e opponendosi a qualunque cambiamento… spesso poco flessibile con se stessi e gli altri (abbiamo imparato quel ritornello, abbandonarlo per impararne un altro può disorientare o terrorizzare). E così come accade tra genitori e figli, può darsi che di tanto in tanto ci sia qualche problema, ma non appena un qualcosa di estraneo si rivela una potenziale minaccia, ecco che al pari di un buon genitore premuroso reagisce per “salvarci”, partendo subito all’attacco (utilizzando i suoi meccanismi di difesa). La personalità spinge ogni individuo in una direzione specifica e ci fa sentire a disagio se tentiamo di deviare in qualche modo dal percorso stabilito. Nel momento in cui ci si allontana, rimaniamo disorientati. Quando cerchiamo di negare o ignorare certi processi mentali che appaiono inconsueti, proviamo una sorta di affaticamento emozionale e un vago senso di paura… siamo presi e dominati da una sofferenza diffusa che non si è in grado di comprendere, disorientati a dir poco e sopraffatti dalla nostra incapacità di decodificare un comportamento all’apparenza irrazionale. Senza la personalità saremmo davvero smarriti. Ognuno infatti ha bisogno di un codice di comportamento individuale (personalità); che, non appena cerchiamo di apportare modifiche, di crescere ed evolverci, introducendo qualche cambiamento nel proprio modo di pensare e nello stile di vita, si rivela un vero e proprio ostacolo, una barriera che intralcia il nostro percorso. E se non riusciamo a comprendere la nostra personalità abbastanza bene da esercitare una forma di controllo, non possiamo evolverci e diventare più sereni, equilibrati e felici. Purtroppo, ben pochi di noi conoscono in modo chiaro le ragioni che ci spingono a comportarci o pensare in un determinato modo. Molti considerano la propria personalità come un mistero inesplicabile, e si sentono confusi e frustrati perché incapaci di individuare i meccanismi alla base delle loro azioni e reazioni. Cercare di capire la nostra personalità è l’unico modo per crescere. Mattone dopo mattone, passo dopo passo, siamo in grado di raggiungere un livello di consapevolezza, conoscenza di noi stessi che ci consente di assumere il controllo della nostra esistenza. Io credo che la vita sia il più affascinante dei viaggi, e che possa rivelarsi migliore di quanto abbiamo mai sognato, purché riconosciamo il luogo di “provenienza” e quello dove siamo “diretti”. Capita a tutti, nell’ambito della vita sociale, professionale e familiare, di incontrare persone con cui si entra più facilmente in sintonia… si ride insieme per le stesse cose, ci si preoccupa per le medesime questioni e, magari si scopre di avere alcune esperienze di vita in comune. Al tempo stesso capita di conoscere gente con cui non si riesce quasi a intavolare una normale conversazione e con cui ci si sente a disagio, sempre sulla difensiva. La chiave per risolvere il mistero della personalità, nostra e degli altri, è determinare quali sono le motivazioni che ci spingono… che molti di noi non si sono mai soffermati a considerare. QUESTO BREVE QUESTIONARIO vuole guidare, ogni persona curiosa, alla scoperta della propria personalità. La conoscenza è prevenzione e potere, e quello che si potrà raggiungere attraverso la lettura di questa succinta esposizione potrà aiutare a modificare, se lo si desidera, le proprie modalità reattive… di comprendere quelle degli altri senza mai giudicarle. Non deve MAI essere uno "strumento" di critica verso se stessi e gli atri, tantomeno motivo di disagio, insoddisfazione o vissuto come debolezza.

Rispettare sempre la sensibilità degli altri, che probabilmente non hanno nessuna intenzione di “subire” sottolineature o interpretazioni del proprio malessere…

La personalità "dominante" indica un insieme di caratteristiche, punti di forza e limiti… chiarisce i rapporti interpersonali e il modo in cui le varie personalità si influenzano a vicenda. Le personalità primarie identificate sono quelle che si riscontrano all’interno di ogni cultura, in ogni fascia di età, razza e sesso; appartengono a tutti, e sono in grado di descrivere chiunque… mettono in evidenza i punti di forza al pari dei limiti innati in ciascuno, influenzando azioni e reazioni. Come risulta naturale, ogni individuo sviluppa punti di forza e “debolezze” del tutto unici, e ciò rende possibile le numerose variazioni all’interno delle varie personalità identificate. Alcuni modelli comportamentali non vengono provocati dalla personalità innata ma sono invece il riflesso di carenze dal punto di vista culturale. Nonostante le inevitabili variazioni ed eccezioni, noi possiamo identificare con maggiore chiarezza solo personalità "dominante": basta individuarla, conoscere le sue caratteristiche e scoprire come sviluppare i punti di forza lavorando all’interno dei suoi limiti… diventa così più facile capire se stessi e affrontare i problemi della vita quotidiana. Col passare del tempo è possibile individuare la personalità degli interlocutori (senza MAI giudicarli)… in tal modo sarà più facile capire chi sta intorno, favorendo lo sviluppo di relazioni e rapporti interpersonali più intensi e colmi di significato. … a sviluppare rapporti positivi e proficui con tutti. Può orientare ad imparare sempre qualcosa d nuovo, aiutare a pensare in modo più aperto e naturale possibile... un atteggiamento nuovo verso la vita in modo tale da stare meglio e vivere in maniera più felice... non dimentichiamolo MAI, la consapevolezza di sé migliora la qualità della vita. BUON PROSEGUIMENTO!!!!

Un punto di vista “psicosomatico” che individua nella funzionalità “elettrica” cerebrale le modalità reattive dell’individuo allo stress e alle difficoltà della vita quotidiana. Molti modi di pensare, certi atteggiamenti e alcuni stili di vita sono sempre riconducibili ad un cambiamento biochimico cerebrale… il cervello, infatti, si trasforma fisicamente in risposta alle varie esperienze. Il questionario di seguito elencato permetterà di individuare il carattere dominante e la relativa differenza biochimica cerebrale. Una adeguata alimentazione a base di cereali e legumi - a seconda dei dati del test - consente di essere più “lucidi” … e:

• Dare più spazio al lato migliore della propria personalità;

• Stabilizzare l’umore, riducendo ansia e depressione;

• Ottenere senza sforzo il proprio peso forma;

• Sfruttare al massimo l’efficienza mentale;

• Tenere sotto controllo il malessere fisico;

• Anticipare e gestire il fenomeno stress;

• Aumentare le energie cerebrali;

• Rendere alcalino l’organismo;

• Correggere squilibri nutritivi;

• Potenziare la memoria;

• Gestire le emergenze;

• Riacquistare energia;

• Mantenersi in forma;

• Eliminare l’ansia.

… un nuovo modo di vedere se stessi e la propria vita.

BUON PROSEGUIMENTO!!!!

Si prega di cerchiare il numero dell’affermazione che corrisponde al proprio modo di pensare o di agire (risposta in cui maggiormente ci si riconosce): non esistono risposte giuste o sbagliate ma, semplicemente, risposte “oneste”, ovvero il più possibile fedele al proprio modo di pensare. E' importante che le risposte siano basate su ciò che pensate di voi stessi. Non dovete considerare ciò che altri pensano di voi o ciò che desiderereste pensare di voi.

1. Tutta la gente sa che può contare su di me.

2. Non riesco mai a dire di no.

3. Quando sono triste o arrabbiato, la maggior parte delle volte nessuno se ne accorge.

4. Sono frugale (moderato, semplice, modesto, senza esigenze).

5. So gestire particolarmente bene la crisi.

6. Non appartengo alla categoria di quelli che si lamentano sempre.

7. Ho veramente buon senso, prima di pensare a me penso agli altri

8. Mantengo sempre un buon equilibrio, non mi affanno sulle cose (belle o brutte).

9. L’agitazione mi deprime.

10. In tutti i modi cerco di evitare i conflitti.

11. Ho una profonda consapevolezza dei pericoli.

12. Organizzo la mia vita in base ad abitudini regolari.

13. So le cose giuste e so quelle sbagliate e vive secondo i miei principi.

14. Secondo il parere dei miei amici mi preoccupa per qualunque cosa.

15. Prima di prendere una decisione valuto attentamente ogni possibilità.

16. Amministro con prudenza il denaro.

17. Mi piace collezionare.

18. Sono molto preciso.

19. Francamente, non sono uno che molla.

20. Do molta importanza all’intelligenza.

21. Amo essere spontaneo, naturale.

22. Non scappo dai rischi.

23. Sono molto convincente.

24. Sentirmi bene e dedicarmi al divertimento per me è molto importante.

25. Ho decisamente un carattere impulsivo.

26. Faccio sempre la cosa giusta.

27. Più che a rimuginare, a pensare o a parlare, tendo ad agire.

28. L’agitazione mi crea collera.

29. Quando mi prefiggo uno scopo, non permetto a niente di intralciarmi.

30. Sono risoluto (fermo,determinato, sicuro).

31. Sono profondamente ottimista.

32. Posso parlare tranquillamente per ore praticamente da solo.

33. Sono molto attivo ed ho molta energia.

34. Sono di compagnia.

35. Adoro essere al centro dell’attenzione.

36. Se sono triste o arrabbiato tutti se ne accorgono.

37. Sono intuitivo.

38. I miei cambiamenti di umore possono veramente essere drastici.

39. Amo avere un ruolo dominante.

40. Sono decisamente forte e appassionato.

41. Sono timido.

42. Sono veramente bravo in ciò che faccio.

43. Ho grandi standard morali.

44. Mi faccio sempre gli affari miei.

45. I beni materiali non sono significativi per me.

46. E’ sicuramente facile ferire i miei sentimenti.

47. Credo che molta gente non mi capisca.

48. Non riesco a rimanere arrabbiato a lungo.

49. Per me l’aspetto spirituale è importante.

50. Più che a muovermi, ad agire tendo a pensare.

51. Sono decisamente estroverso.

52. Mi piace vivere la vita al massimo.

53. L’istinto sessuale è uno dei grandi piaceri della vita.

54. So essere volubile (che cambia spesso opinione o atteggiamento ecc.).

55. Sono perfettamente in sintonia con le mie emozioni.

56. Mi piace flirtare (amoreggiare, civettare, ecc.).

57. L’agitazione mi rende particolarmente ansioso.

58. E’ indubbio, le persone si sentono attirate da me.

59. Sono una persona socievole; ho sempre necessità di circondarmi da gente.

60. Per amore farei qualunque cosa.


Riposte

1 a 10 n°____ 11 a 20 n°____ 21 a 30 n°_____ 31 a 40 n°_____ 41 a 50 n°_____ 51 a 60 n°_____

...Terzo TEST...


Test CoD CoL

Un modo di conoscere se stessi e gli altri, scoprire quali sono le motivazioni che spingono a sviluppare i propri punti di forza, migliorare i rapporti con la gente, trasformare le proprie limitazioni in situazioni più vantaggiose, migliorare la propria performance nel quotidiano e nell’attività lavorativa. Grazie alla suddivisione dei principali aspetti della personalità e del comportamento in quattro categorie (Rosso, Blu, Bianco e Giallo) e servendosi del Questionario sottoindicato che determina il profilo della personalità, è possibile approfondire la percezione di se stessi e dei rapporti con gli altri. Sarà solo l’inizio di un viaggio entusiasmante alla scoperta:

- il colore della propria personalità;

- quali personalità sono più in sintonia con la propria;

- i propri punti di forza e come potenziarli per raggiungere i vari obiettivi;

- i propri punti deboli, alcuni dei quali potrebbero essere del tutto ignoti, e come superarli;

- la carriera che più si adatta alla propria personalità.

E infine può aiutare a interpretare il colore della personalità di coloro presenti nella propria vita...

Personalità… e dintorni

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Il termine personalità deriva dal latino “persona”, che indicava la maschera dell’attore, cioè il suo ruolo fisso nella rappresentazione. Ai tempi nostri, questo termine esprime la totalità di un essere, così come appare a sé ed agli altri, nella sua unità, singolarità e continuità. E’ l’insieme delle caratteristiche - costanti nel tempo - di pensiero, sentimenti e comportamento di ogni individuo. La personalità è unica ed irripetibile come un’impronta digitale, nel modo di pensare, di amare, di esprimere emozioni, di prendere decisioni e di agire. Capire le proprie “qualità” può permettere di controllare meglio la propria vita e di avere una visione del futuro più chiara del perché alcune cose funzionano bene mentre altre un po’ meno. E’ il nostro modo di essere globale, unico ed irripetibile: racchiude in sé la sfera della coscienza e dell’inconscio nelle loro relazioni con il mondo esterno. Avere un disturbo di personalità significa non essere in grado di adattarsi facilmente al normale scambio tra dare e avere che regola la vita di tutti i giorni. Ad esempio, in ogni situazione o relazione l’individuo difficilmente si adegua alle richieste dell’ambiente, si aspetta piuttosto che siano il mondo e gli altri ad adattarsi a lui. Il suo comportamento è rigido e inflessibile, e il circolo vizioso continua all’infinito… così il disturbo si aggrava ulteriormente. Avere una mente chiusa e poco lucida significa percepire in maniera alterata (rifiutare) ogni stimolo e informazione che non supporta le proprie aspettative. Chi soffre di un disturbo di personalità, solitamente non crede di avere un problema… non vede nulla di assolutamente sbagliato nel proprio comportamento. Persino se la sua vita fosse piena di delusioni e di difficoltà, darebbe la colpa di questa sua condizione a qualsiasi altra persona o cosa... non si rende conto, anche quando ciò è evidente a tutti quelli che sono attorno, che è proprio il suo modo di trattare con gli altri e le situazioni a provocare i problemi che incontra. Molti altri disagi emotivi di cui si discute nei vari articoli di questo “Sito” causano sintomi acuti per un certo periodo di tempo. Questi sintomi “leggeri” in genere migliorano o scompaiono, sebbene alcuni siano spesso cronici. I disturbi di personalità sono differenti. Non sono infatti difficoltà che le persone hanno, ma problemi strutturali fondamentali su chi esse sono: che sentimenti provano, come vedono se stesse, come si confrontano con l’esterno, come interagiscono e si relazionano con gli altri. Questo genere di disturbi comincia presto nella vita e prosegue per anni e decenni, se non per tutta la vita... se non si pone un adeguato rimedio. I tratti di personalità – ovvero, il modo caratteristico che noi tutti abbiamo di trattare con gli altri e di far fronte alle richieste, agli stress e alle fatiche della vita quotidiana – non sono né buoni né cattivi in sé. La "sospettosità" ad esempio può aiutare in condizioni potenzialmente pericolose come vivere in un quartiere ad alto tasso di criminalità. Tuttavia, in alcune persone, il sospetto nei confronti di specifiche situazioni o di certi individui può evolvere verso una struttura psichica ben più grave ( si veda il disturbo paranoide), cioè la convinzione che chiunque li minacci. Sono soggetti dominati dalla convinzioni che ogni situazione, ogni collega di lavoro e ogni oro conoscenza costituiscano una potenziale trappola o una minaccia. Chiusi in questa logica rigida e inflessibile, essi rispondono con circospezione a ogni nuova piega delle circostanze, persino quando questo genere di reazione non è appropriato. Non è chiara la definizione fra i tratti di una personalità sana e di una personalità malata, così come tra modelli di comportamento nella norma e disturbi di personalità. Può infatti risultare molto difficile dire con precisione quando una normale sospettosità diviene paranoia oppure quando una robusta consapevolezza della propria autostima sconfina in un delirio di grandezza tale da costituire il primo segnale di un disturbo di personalità narcisistica. Solo nel caso di un problema (continuativo) di personalità cronico, tale da causare grande sofferenza, da interferire con la capacità di operare o i instaurare relazioni con gli altri, da influenzare molti aspetti della vita quotidiana per un notevole lasso di tempo, è possibile giustificare una diagnosi di disturbo di personalità. Come per ogni malessere emotivo, il disturbo di personalità varia da forme leggere a forme più complesse e gravi. I Disturbi di personalità di solito si sviluppano durante l’infanzia o l’adolescenza e diventano evidenti nei primi anni dell’età adulta. Vari fattori influenzano il modo con cui la personalità di un individuo si sviluppa: predisposizione genetica, differenze biologiche, l’educazione dei genitori e le prime esperienze infantili. Né la natura né l’educazione, comunque, da sole possono rendere conto di una personalità o dei disturbi di personalità. Si rileva senz’altro cruciale la complessa interazione tra influenze biologiche e ambientali. Spesso i soggetti con disturbi di personalità non conoscono esattamente come si sentono e che cosa provano, benché quasi tutti siano perseguitati da una sofferenza diffusa e da un senso di inadeguatezza. A causa della scarsa stima di sé, molti di loro non pensano di essere degni di amore, di ammirazione o di successo e di conseguenza si rivolgono agli altri in cerca di conferma, essi possono sviluppare ansia e depressione e proprio a causa della natura del loro disturbo i problemi di autostima ben presto si ripresentano. Comune, nei disturbi di personalità è la difficoltà nel riconoscere, esprimere e affrontare le emozioni. Per esempio, alcune persone vedono le proprie emozioni come se davvero non appartenessero a loro. Altre trovano molto difficile sopportare sentimenti intensi oppure sono incapaci di esprimerli. Nel timore di essere sconvolti da forti emozioni quali ira, tristezza o paura, questi soggetti giungono a evitare tutto, i sentimenti stessi. In altri casi possono oscillare tra momenti di vuoto emotivo e scoppi improvvisi di collera o di gelosia. Una volta dato libero sfogo alla veemenza dei loro sentimenti, può riuscire difficile per costoro tornare alla calma; la reazione tipica è pertanto accusare qualcuno o qualcosa di “far” loro provare quel particolare sentimento. Nell’incapacità di controllare le proprie emozioni, le proprie vite o le proprie relazioni, essi si sentono costantemente in balia degli avvenimenti e non trovano il modo di esercitare un’influenza o di controllarli con il loro comportamento o le loro reazioni. Il problema è che gli individui con disturbi di personalità vivono all’interno di un’armatura caratteriale, un sistema di meccanismi di difesa interni nel quale confidano per evitare o vincere i loro sentimenti. Nonostante questi atteggiamenti e questi comportamenti protettivi possano generare grande difficoltà nella loro esperienza di vita, essi vi si aggrappano come al solo modo conosciuto per far fronte alle problematiche quotidiane. A dire il vero, alcune persone con disturbi di personalità provano sospetto o disprezzo per questi stessi sentimenti. La vita, comunque, in un mondo senza sentimenti può essere solitaria all’estremo. Gli individui con disturbi di personalità non sono mai veramente in grado di rapportarsi in modo significativo agli altri; persino quando si trovano insieme ad altre persone possono sentirsi soli… ANCHE CON I MIGLIORI GENITORI, CAPACI DI OFFRIRE AFFETTO GENUINO E CONVINTI DI FARE IL MEGLIO PER LA PROLE, CI SI PUO’ TROVARE IMPRIGIONATI IN UNA RETE DI SOFFERENZA E SINTOMI DI OGNI GENERE CUI NON SI SA DARE UNA SPIEGAZIONE… Molti di loro sono sensibili in modo speciale a ogni forma di rifiuto, di critica, di disapprovazione o di abbandono; separazioni o perdite possono quindi provocare un grave colpo di natura psicologica. Spesso il sesso diviene una forma di compensazione per una mancanza di intimità emotiva. Molti infatti vanno in cerca di esperienze sessuali come di una maniera per allacciare un qualche stretto legame, ma troppo spesso tutti questi incontri finiscono per essere privi di significato e di una qualsiasi soddisfazione. Altri utilizzano il sesso per ottenere l’ammirazione e l’attenzione che desiderano con tutte le loro forze, piuttosto che come mezzo per condividere un intimo affetto. Gli individui con i disturbi di personalità evitante, schizoide o schizotipica (vedasi “Testo di medicina psicosomatica” al link articoli) presentano in modo esemplare una preclusione al sesso per timore di un qualsiasi contatto fisico. La mancanza di sensibilità che può caratterizzare molti disturbi di personalità ha motivazioni di natura sia fisica sia psicologica. Per la verità, alcuni individui, in particolare chi è affetto da disturbo di personalità borderline (vedasi “Testo di medicina psicosomatica”), possono procurarsi tagli, bruciature o mutilazioni, eppure essi non provano letteralmente alcun senso di dolore e non si rendono pienamente conto di quanto hanno fatto. Per altri, tali azioni sarebbero un modo per esternare emozioni che non sanno esprimere altrimenti. Nei casi gravi i soggetti spesso non possiedono alcun senso coesivo di sé: a causa dell’assenza di un’identità costante nel tempo, accade a volte che manchino di una percezione stabile delle persone che li circondano. Quando ad esempio sono adirati, non sono in grado di richiamare alla memoria ciò che un tempo amavano o apprezzavano in un’altra persona. Chi soffre, purtroppo, trascorre la vita facendo in modo, senza intenzione, che le loro peggiori attese si avverino, creando situazioni di difficoltà a se stessi e agli altri, prendendo decisioni e scelte sbagliate… IL TEMPO NON GUARISCE AFFATTO TUTTE LE FERITE… Questi individui, per quanto infelici essi siano, per quanto frustranti o irritanti gli altri li possano trovare, molti non vedono alcuna ragione o necessità di cambiare oppure non sono consapevoli del loro disadattamento; persino chi si accorge dei propri problemi di personalità può avere la sensazione che non esiste nulla al mondo che possa eliminarli. Anche se la maggior parte dei soggetti affetti da disturbi di personalità può ottenere senza troppa fatica un lavoro, è difficile che riesca a conservarlo. Spesso queste persone entrano in conflitto con colleghi o superiori o appaiono sempre più frustrate dalle richieste o dai limiti imposti dalla professione. Poiché si sentono sfruttate o prive del giusto riconoscimento, capita che si licenzino d’impulso oppure che vengano licenziate. Molte altre, pur essendo brillanti e dotate, non trovano un lavoro all’altezza delle loto capacità e cambiano frequentemente attività… anche i rapporti interpersonali e i matrimoni possono prendere la stessa piega… DA FANCIULLI, VIVENDO IN UN MONDO DI ADULTI, E’ INEVITABILE PERCEPIRE CHE SI E’ PRIVI DI AUTORITA’, DI ESSERE POCO IMPORTANTI, OPPURE DI ESSERE COMPLETAMENTE IGNORATI… Chi è affetto da disturbi di personalità soffre anche di problemi cronici in molti altri aspetti della vita. Questi soggetti, infatti, registrano tassi di separazione, di divorzio, di dispute sulla custodia dei figli, di incidenti, di attività criminali e di ricoveri d’urgenza superiori alla media e presentano un rischio maggiore di sviluppare disturbi mentali gravi, in particolare depressione, abuso di sostanze e alcolismo. Gli uomini e le donne con il disturbo di personalità borderline sono a rischio distimia (depressione cronica lieve), automutilazioni e disturbi psicotici. Il disturbo di personalità antisociale aumenta il pericolo di abuso di sostanze, di etilismo, di vagabondaggio, di suicidio e di morte violenta, inclusi incidenti automobilistici mortali. I disturbi di personalità, come abbiamo potuto vedere in questa breve esposizione, consistono in atteggiamenti profondamente radicati e in comportamenti che non si possono cambiare in breve tempo. Per tutti i disturbi più importanti - non appena messi a fuoco - il trattamento d’elezione è la psicoterapia… essa aiuta i soggetti a trovare le strade più adatte per affrontarli, per migliorare lo svolgimento delle attività d’ogni giorno e per sviluppare rapporti gratificanti. Il rapporto tra il terapeuta e il soggetto che ricorre a lui è della massima importanza, perché essa si pone come un modello da cui gli individui imparano a gestire relazioni che forse non hanno mai dominano in precedenza…

E’ POSSIBILE DARE UN SENSO AL SINTOMO E INDIVIDUARNE LE CAUSE, TRASFORMARE PENSIERI, SENTIMENTI E REAZIONI… DIMINUENDO IL DISAGIO SI AUMENTA LA FIDUCIA IN SE STESSI, LA FELICITA’ E LA SERENITA’… UNO SGUARDO FIDUCIOSO SU SE STESSI, SUGLI ALTRI E SUL MONDO CIRCOSTANTE CREA LE BASI PER LA PACE, LA GIOIA E IL BENESSERE ESISTENZIALE.

Indicare la parola o la frase che meglio descrivono come siete solitamente (le risposte che più si adattano al modo di pensare e al solito comportamento); scegliendo una sola definizione per ciascun gruppo (a-b-c-d). E' importante che le risposte siano basate su ciò che pensate di voi stessi. Non dovete considerare ciò che altri pensano di voi o ciò che desiderereste pensare di voi.

1.

a) intransigente b) capace di fornire supporto c) ricco di inventiva d) estroverso

2.

a) attratta dal potere b) perfezionista c) indeciso d) egocentrico

3.

a) dominante b) comprensivo c) tollerante d) entusiasta

4.

a) al servizio del proprio sé b) sospettoso c) insicuro d) ingenuo

5.

a) deciso b) leale c) soddisfatto d) allegro

6.

a) arrogante b) mi preoccupo facilmente c) silenziosamente ostinato d) volubile

7.

a) dogmatico b) affidabile c) gentile di affabile

8.

a) prepotente b) tendo all’autocritica c) riluttante d) amo mettere in imbarazzo gli altri

9.

a) sempre pronto ad agire b) analitico c) indolente d) libero dalle preoccupazioni

10.

a) critico gli altri b) eccessivamente sensibile c) sono timido d) sono odioso

11.

a) sono determinato b) sono attento ai dettagli c) sono capace di ascoltare d) amante delle feste

12.

a) esigente b) implacabile c) privo di stimoli d) sono vanitoso

13.

a) responsabile b) idealista c) premuroso d) sono felice

14.

a) impaziente b) lunatico c) passivo d) impulsivo

15.

a) sono testardo b) rispettoso c) paziente d) amante del divertimento

16.

a) polemico b) poco realista c) privo di direzione d) interrompo gli altri

17.

a) indipendente b) affidabile c) imperturbabile d) fiducioso

18.

a) aggressivo b) tendo a deprimermi c) ambiguo d) smemorato

19.

a) energico b) risoluto c) gentile d) ottimista

20.

a) insensibile b) formulo giudizi c) noioso d) smemorato

21.

a) logico b) emozionale c) arrendevole d) popolare

22.

a) ho sempre ragione b) mi sento facilmente in colpa c) privo di entusiasmo d) incapace di impegnarmi

23.

a) pragmatico b) sono ben educato c) accondiscendente d) spontaneo

24.

a) sono spietato b) pensieroso c) non mi lascio coinvolgere d) sono esibizionista

25.

a) amo darmi obiettivi precisi b) sincero c) diplomatico d) vivace

26.

a) sono privo di tatto b) difficile da accontentare c) pigro d) grossolano

27.

a) sono diretto b) sono creativo c) capace di adattarmi d) amo dare spettacolo

28.

a) sono calcolatore b) sono ipocrita c) tendo a sottovalutarmi d) sono disorganizzato

29.

a) sono sicuro di me b) sono disciplinato c) sono piacevole d) sono carismatico

30.

a) incuto timore b) sono preciso c) improduttivo d) ho paura di affrontare la realtà.

Tot. A____________ Tot. B____________ Tot. C____________ Tot. D____________


SITUAZIONI


31. Se andassi ad un colloquio di lavoro, mi assumerebbero subito perché:

a) sono motivato, diretto e capace di delegare gli altri. b) sono deciso, accurato, affidabile. c) paziente, capace di adattarmi e dotato di un buon tatto. d) amante del divertimento, brioso e disinvolto.

32. Quando sono coinvolto in un rapporto sentimentale, se mi sento minacciato dalla persona che mi sta accanto:

a) mi difendo con rabbia, reagendo in maniera pratica. b) piango, mi sento ferito e cerco subito la vendetta. c) divento silenzioso, mi chiudo in me stesso e soffoco la rabbia per poi esplodere al minimo contrattempo. d) prendo le distanze ed evito ulteriori contrasti.

33. Credo che la vita abbia un significato soprattutto quando:

a) è mirata al raggiungimento di un obiettivo ben specifico ed è in qualche modo produttiva. b) è arricchita da mille persone e scopi ben definiti. c) è libera da qualunque forma di pressione o tensione. d) mi permette di essere allegro, sereno ed ottimista.

34. Da bambina/o ero:

a) testardo, brillante e/o aggressivo. b) beneducato, colmo di attenzioni nei confronti degli altri e/o depresso. c) tranquillo, bonario e/o timido. d) chiacchieroni, allegro, scherzoso.

35. Da adulto sono diventato:

a) energico, determinato, prepotente. b) responsabile, onesto e/o incapace di perdonare. c) flessibile, contendo e/o privo di motivazioni. d) carismatico, positivo e/o insopportabile.

36. Sono un genitore:

a) pieno di pretese, nervoso, nervoso e/o incapace di scendere a compromessi. b) attento, sensibile e/o critico. c) permissivo, facile da convincere e/o spesso sopraffatto. d) allegro, disinvolto e/o irresponsabile.

37. Quando mi capita di discutere con un amico, di solito:

a) mi ostino a controbattere. b) mi preoccupo per i sentimenti e i principi del mio interlocutore. c) inflessibile ed immusonito, mi sento imbarazzata/o e/ o confuso. d) urlo, mi sento a disagio e/o disposto a scendere a compromessi.

38. Quando un mio amico finisce nei guai, io sembro:

a) protettivo, pieno di risorse e in grado di suggerire possibili soluzioni. b) preoccupato, comprensivo e leale, di qualunque tipo di problema si tratti. c) capace di aiuto paziente e disposto a prestare ascolto. d) deciso a non formulare giudizi, ottimista e pronto a ridimensionare la gravità della situazione.

39. Ogni volta che prendo una decisione, io sono:

a) dogmatico, dalle idee ben chiare e logico. b) irremovibile, preciso e prudente. c) indeciso, timido e riluttante. d) impulsivo, incapace di impegnarmi e incostante.

40. Quando mi capita di fallire, mi sento:

a) critico nei miei confronti, ma cerco di mostrarmi inattaccabile e capace di difendermi. b) in colpa, autocritico e con tratti depressivi. c) a disagio e spaventato, ma non mi confido con nessuno. d) imbarazzato e nervoso, cerco di sfuggire alla situazione.

41. Se qualcuno mi fa arrabbiare:

a) furibondo, studio un piano accurato per pareggiare al più presto i conti. b) profondamente ferito, non riesco a perdonare del tutto, di solito non mi accontento di una semplice vendetta. c) offeso e risentito, cerco di vendicarmi e/o di stare alla larga. d) preferisco evitare i confronti diretti, ritengo che la situazione non sia così importante da preoccuparmene, e/o cerco altri amici.

42. Per me il lavoro è:

a) il modo più producente per far passare il tempo. b) un’attività salutare, che va svolta al meglio e a cui ci si deve dedicare prima che allo svago. c) un’occupazione positiva, purchè si tratti di qualcosa che mi interessa e che non mi sento costretto a fare. d) un male inevitabile, molto meno piacevole del gioco.

43. In ambito sociale, di solito gli altri:

a) mi temono. b) mi ammirano. c) mi proteggono. d) mi invidiano.

44. Nell’ambito di un rapporto interpersonale, a me interessa soprattutto:

a) essere nel giusto e avere l’approvazione degli altri. b) venire compreso e apprezzato, e raggiungere un ottimo livello di intimità. c) essere rispettato, mostrarmi tollerante e stare in pace. d) divertirmi, essere elogiato e sentirmi libero.

45. Per sentirmi vivo e sicuro di me, cerco:

a) l’avventura, il comando e azione in abbondanza. b) la sicurezza, la creatività e uno scopo ben preciso. c) accettazione e sicurezza. d) l’eccitazione, la produttività all’insegna dell’allegria e la compagnia degli altri.

Tot. A____________ Tot. B____________ Tot. C____________ Tot. D____________


...Quarto TEST...


Questionario della COPPIA…

secondo Claudio Bonipozzi

Sul terreno di un cattivo RAPPORTO non solo prendono corpo insicurezze, incertezze e disistima, ma crescono TANTE e TANTE sofferenze, disagi, malattie davvero invalidanti...

… la felicità di coppia, come diceva quel famoso poeta francese - non è un investimento economico, costa davvero poco - se la "PAGHI" troppo non è di buona qualità… dai spazio agli interessi ed allora accendi la vita… la felicità è il volto più importante dell’energia vitale, un torrente che non smette mai di scorrere…

PREMESSA …

la scelta del partner

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Non c’è dubbio che due persone non si scelgono a caso. Ci sono ogni volta determinanti inconsce, “spinte” interiori, che fanno sì che quei due soggetti si incontrino e, avvenga o non avvenga, come si dice in gergo amoroso, il fatidico colpo di fulmine, si innamorino e si mettano insieme (il fuoco dell’amore, alza le difese immunitarie, migliora il tono muscolare e la circolazione, fa vivere di “aria”… un’ottima dieta!). Dentro ogni individuo ci sono delle valenze che facilitano l’attrazione verso uno anziché un altro (un’onda neurochimica che entra in circolo, trasforma ogni percezione e fa sentire completamente diversi… si diventa davvero creativi!!!)… L’amore, quando c’è, non dimentichiamolo mai è slancio gioia ed energia… ecco perché i “veri” innamorati non si ammalano MAI!... una forza che spinge a cambiare e crescere in armonia. SPESSO NEL RAPPORTO DI COPPIA SI CERCA L’APPROVAZIONE DELL’ALTRO OPPURE si mettono in atto infinite strategie, PER “GESTIRLO” IN MODO TALE DA OMOLOGARLO Al RUOLO DESIDERATO… in questo modo le dinamiche si spengono, NIENTE INTERESSA E NIENTE ORMAI ATTRAE…MAI ANNULLARE L’ALTRO NEL NOME DELLA COPPIA: l’AMORE DIVENTA PLASTIFICATO, ASFITTICO… E’ fin troppo facile, senza scomodare Freud, risalire a quei rapporti che il fanciullo ha sperimentato con la madre (Complesso di Edipo) e la bambina con il padre (Complesso di Elettra), dove si strutturò l’impianto base di quella scintilla che poi farà scattare il desiderio d’amore verso l’altro. E’ importante sottolineare che non si tratta sempre di affinità, perché anche il contrasto può essere determinante. Non è detto che un bambino che, ad esempio, abbia avuto una madre bionda e profumata, si innamori di donne bionde e profumate: potrebbe tranquillamente innamorarsi di donne brune… spesso proprio per smentire di aver provato gli stessi sentimenti per la madre. Il colore bruno diventa un elemento di attrazione perché di contrasto, ma che ha - volenti o nolenti – origine nel rapporto con quel genitore. Il fisico è risaputo gioca un certo ruolo nel cosiddetto colpo di fulmine, cioè nell’amore a prima vista. Ma sono proprio gli aspetti non solo non visibili, ma inconsci, a determinare l’attrazione reciproca. E’ questa una cosa che a volte si scopre (si impara a proprie spese) molto tempo dopo, e non spesso, perché quasi sempre non se ne saprà niente per tutta la vita. Quando, ad esempio, dopo vent’anni di vita insieme, il matrimonio va improvvisamente a rotoli, si capirà perché ci si era scelti… è proprio al momento dell’incontro che alle volte si mettono in opera gli scenari futuri più paradossali… NON SI DEVE COSTRUIRE UN RAPPORTO BASATO SULLA DIPENDENZA, tantomeno PER SANARE I PROPRI VUOTI O SULLA SODDISFAZIONE DEL BISOGNO INFANTILE DI SICUREZZA (un sostituto materno): NON PUO’ FUNZIONARE PERCHE’ CI SI ANNULLA, SI BLOCCA COMPLETAMENTE LA CRESCITA PERSONALE… LA VITA!!!!! SI VIVE NEL TERRORE DI ESSERE RIFIUTATI E ABBANDONATI… Se andassimo a vedere caso per caso, scopriremmo che ogni volta c’è stata una facciata che ha retto fino ad un certo momento. Eventi esterni o altri motivi sopravvenuti faranno poi in modo di scoprire una realtà che non era affatto visibile. La nascita di un figlio, ad esempio, è un evento che fissa irrevocabilmente i ruoli: da quel momento lei è senza dubbio una madre, lui senza dubbio un padre. E molte coppie non ce la fanno a sostenere compiti che - nonostante chiacchiere e promesse - non avevano messo in conto. E’ facile capire che non esiste crisi di una coppia che non sia determinata da entrambi i componenti, i quali come furono complici nel trovarsi, lo sono poi nel lasciarsi. La separazione è davvero un fenomeno complesso. Il problema più grande che l’individuo deve affrontare, da quando nasce a quando muove, è proprio la separazione. Già dal momento della nascita, il bambino si separa da quel paradiso terrestre che è stato l’utero della madre. Là non c’era luce, rumore, movimento, nulla che potesse turbare quella quiete beata. La separazione da questo mondo ben protetto e l’immissione violenta in un mondo di luci, suoni e rumori, non può non incidere profondamente e traumaticamente su quel essere indifeso. Ma questa operazione di distacco si ripropone quando il piccolo, che intanto ha cominciato a crescere rimanendo legato alla madre per succhiare il latte, per sentirne la pelle, il calore, l’odore, ad un certo punto deve abbandonare questa figura di riferimento fondamentale della sua vita per cominciare a camminare da solo. Deve insomma cominciare a rompere un legame che da fisico era diventato psicologico, ma pur sempre di uno psicologismo pieno di fisicità perché tutt’uno con il corpo della madre. E’ un’operazione delicata e difficile che purtroppo non sempre le madri contribuiscono a facilitare… CERTI CONDIZIONAMENTI AFFETTIVI E MODELLI CULTURALI IMPRESSI NELLA MENTE, ALLA PRIMA DIFFICOLTA’, POSSONO IN MANIERA PREPOTENTE RISVEGLIARSI… ricordalo, PER QUANTO SIA DORATA UNA GABBIA, non mentirti, E’ SEMPRE UNA PRIGIONE… Verrà poi la separazione del bambino che va all’asilo e lascia per la prima volta la casa… la separazione del bambino che va a scuola… la separazione del giovane uomo che trova un’altra donna e la sposa. E poi le prime morti, con la conseguente separazione da figure fondamentali della vita e soprattutto la separazione dal mondo stesso quando, in ogni essere umano, cominciano ad insorgere le angosce di morte che ci portano ad ipotizzare la nostra propria morte. Come si vede ogni essere umano è segnato dalla separazione dal momento in cui nasce al momento in cui muore. Non c’è dubbio che la separazione da un amore sia un vero e proprio lutto e quindi comporti una depressione tanto più forte quanto più forti erano le forze inconsapevoli che avevano determinato l’incontro… MAI ISOLARE, APPIATTIRE LA COPPIA, OFFUSCARLA DI NOIA, PRIVARLA DEL DIALOGO, DEL PIACERE, DELLLO SCAMBIO, DELLA SORPRESA, DELLA PASSIONE… EVITARE I COMPORTAMENTI SEMPRE FISSI, IMMUTABILI E SEMPRE UGUALI: si trasforma LA RELAZIONE IN UN RAPPORTO ASFITTICO… Molte volte i due componenti della coppia decidono di lasciarsi proprio perché tutto quello che avviene mostra loro con chiarezza che ormai il loro rapporto è finito. Ciò non toglie che non riescano a separarsi e portino avanti strascichi dolorosissimi di un’unione frantumata e sofferta. Non riescono ad affrontare una separazione che sarebbe loro salutare, temendone e ingigantendone il dolore e l’insopportabilità. C’è quasi sempre da sospettare che dietro la figura dalla quale, sia pure nell’odio, non ci si riesce a staccare, ci sia quella “primitiva” e fondamentale della madre… una separazione da lei mal riuscita o parzialmente riuscita. La differenza di reazione dei due membri della coppia dipende da come ognuno decide, dal suo stile psicologico interiore, di difendersi da questo dolore. E quindi ognuno dei due può scegliere quel tipo di difesa che lo faccia soffrire meno. Senza contare altri elementi che contribuiscono a differenziare come, ad esempio, i sensi di colpa (inutili) sempre presenti… LA COPPIA DIVENTA FONTE DI FELICITA’ QUANDO E’ FORMATA DA MEMBRI AUTONOMI E LIBERI (una felicità che non deve mai essere messa in mano a nessun altro), SONO CAPACI DI ADATTARSI E MODIFICARSI A SECONDA DEL RITMO DELLA VITA… quando riescono a “perdere la testa”… SENZA IMPORSI DI RENDERLA ETERNA… DIVENTA UNO “ SFORZO”, DISAGIO E SOFFERENZA SE NON LA SI TRASFORMA GIORNO DOPO GIORNO, SE NON SEGUE LO SCORRERE DELLA VITA… Gli amori unilaterali (impossibili) esistono ma appartengono a un’altra patologia. Si corre dietro a un fantasma che ci si è costruiti da soli, ma dal quale si crede di aver ricevuto delle prove d’amore. E’ una idealizzazione. La bambina, ad esempio fa del padre un principe, un re e che poi trova rispondenza in quel certo attore che fa quella certa parte di uomo senza macchia e senza paura. Così come nel bambino, e soprattutto nell’adolescente, la figura femminile diventa la fatina dai capelli turchini, la santa, la donna idealizzata, la regina. E’ un’esperienza legata ancora al mondo infantile e al pensiero magico che lo caratterizza. Il vivere della coppia è legato sia ad esperienze passate sia a fantasie prodotte. Ognuno vive le cose come se le è immaginate precedentemente e in questa visione dell’amore possono nascere comportamenti strani e contraddittori. Però questi rispondono sempre a una specie di programma che l’individuo si è costruito su come va condotto il gioco d’amore; ed è un programma in gran parte consapevole perché molto influenzato dalle abitudini e dall’ambiente… un gioco amoroso influenzato dall’educazione, dall’ambiente socioculturale in cui si è vissuto e cresciuti.

In test può far riflettere sul rapporto, facilitare la comunicazione nella coppia, scoprire se la relazione è davvero matura … aiutare, chi lo desidera, ad orientarsi più facilmente in questo incredibile e stupenda esperienza: la vita.

L’insicurezza affettiva è spesso responsabile del fallimento del rapporto di coppia… quando siamo innamorati (felici) nel nostro organismo si diffonde una pioggia di endorfine: un’autosomministrazione di sostanze del benessere… in ogni relazione vince sempre la spontaneità e la naturalezza… il rapporto va nutrito sempre di curiosità e di avventura… nella coppia conta sempre la passione e la magia non la quantità di parole dette… l’altro non deve mai essere il pilastro della nostra esistenza (manipolare) perché se dovesse andarsene crollerebbero le colonne della nostra personalità (ci si smarrisce ancora di più perché abbiamo già perso da tempo noi stessi): una premessa sicura che porta dritti all’infelicità (si perde la propria autonomia e fa sentire ai margini della vita)… chi invade lo spazio dell’altro fa star male: toglie energia, crea disagio e fa ammalare lentamente… un percorso sbagliato perché è stato tracciato da altri (col rischio di ereditare anche i lati deboli!)… è un vivere “inquinato” dall’eccessiva dipendenza… quando ci si appoggia ad un vivere altrui e prestabilito - un copione già scritto - si perde lucidità e viene ostacolato il modo di vedere reale (tutto è già visto e scontato): si gira a vuoto, accumulando continui abbandoni e infinite delusioni… troppa vicinanza può spegnere la passione! … ricorda, il rapporto non va costruito con impegno e sacrificio: non è un lavoro… i personaggi fissi disturbano sempre la buona comunicazione… alla larga, quindi, dai noiosi (non vedono oltre la loro ombra), gli insicuri (sono sempre convinti di perdere stima ed affetto) e gli aggressivi (i narcisisti… cercano sempre di farsi adorare)…e, poi, ricordiamolo un buon litigio non serve a stabilire chi ha ragione ma semplicemente la smuovere la staticità del rapporto, rendere la relazione più viva!… un battibecchi, quando serve, può permettere di recuperare identità e spazio… mai tenere il muso perché fa sentire in colpa l’altro e lo ricatta affettivamente: il partner non deve mai essere uno “sfogatoio”… … ogni amore è avventura… l’amore è una scintilla che si accende da dentro, arriva all’improvviso, senza rispettare nessun progetto, proprio per mandarci a gambe all’aria quando siamo troppo controllati… non bisogna rinunciare a vivere per assecondare il partner: il vero amore non blocca fa crescere entrambi… il rapporto finisce quando entrano in gioco elementi che lo rendono innaturale: recite, tensioni e sforzi ma, soprattutto, da interferenze e indebiti interventi esterni come consigli, critiche e aspettative… non si ama per annullarsi nell’altro… non si potrà mai essere felici se nascondiamo le vere passioni se si vive per l’applauso, per farsi accettare, per fare bella figura: uniformarci incondizionatamente si recita una parte non sentita che nasconde solo rabbia e aggressività da troppo tempo trattenuta…

NON DOBBIAMO POI DIMENTICARE CHE - COME SOSTIENE BAUDELAIRE - L’AMORE ESSENDO UN “CRIMINE” RICHIEDE SEMPRE UN COMPLICE… E' L'INIZIO E LA FINE DI OGNI COSA.

ATTENZIONE PERICOLO.

Accade spesso nella maggior parte dei matrimoni che si realizzi una specie di “bilancia” fra due personalità… sposi che si imbarcano in rapporti già “malati” fin dall’inizio. Ad esempio: un uomo “forte” e rude tende a sposare una donna “debole” e remissiva; una donna aggressiva e violenta sposa un uomo effeminato e sottomesso, un uomo tirannico si mette con una donna insignificante e completamente sottomessa. Questi rapporti, quindi, formano un equilibrio di compromesso (patologico), siamo di fronte a quella famosa parabola del cieco e del paralitico… ma se il cieco riprende a vedere e il paralitico a camminare ? Se queste figure patologiche cambiano in modo considerevole? Cessano le loro manifestazioni? Semplice il loro equilibrio che teneva in piedi il rapporto, crolla. Queste persone che prima avevano la necessità del controllo o della sottomissione del partner non ne hanno più bisogno… l’altro diventa completamente inutile. Non ha più bisogno della “preda” o di essere cacciato. I caratteri che erano “complementari” cessano di esserlo… da qui una vita infernale.

...al femminile

Per sapere come funziona realmente il rapporto... per renderlo più vivo e frizzante.

Rispondete in maniera “onesta” alle seguenti asserzioni (cerchiare Vero o Falso).

• Ci sono comportamenti del compagno che detesto, ma la routine oramai me li fa accettare.

Vero - Falso

• Il rapporto che è nato con il mio compagno è quello che mi aspettavo.

Vero - Falso

• Provo spesso sensazioni di fastidio nei confronti del mio compagno.

Vero - Falso

• Spesso i miei comportamenti - anche senza volerlo - fanno sentire in colpa il mio compagno.

Vero - Falso

• Mi piace dare ma non in maniera del tutto gratuita… aspetto di essere ripagata nello stesso modo.

Vero - Falso

• Credo di conoscere in profondità il mio compagno.

Vero - Falso

• Non esigo che il mio compagno pensi sempre a me.

Vero - Falso

• Ho rinunciato a molte cose circa le aspettative sul rapporto… ma sto bene ugualmente.

Vero - Falso

• Non esistono differenze tra me e il mio compagno.

Vero - Falso

• Non mi libero completamente dal senso di prudenza e di timore nel rapporto.

Vero - Falso

• Riesco a dare tenerezza e protezione “materna” al mio compagno.

Vero - Falso

• Non riesco ad avere un’amicizia spontanea e sincera con persone di sesso opposto.

Vero - Falso

• Sono considerata puntigliosa ed eccessivamente critica.

Vero - Falso

• Il mio compagno si trova più a sua agio confidarsi con gli amici anziché con me.

Vero - Falso

• Siamo entrambi spontanei nel comunicarci confidenze e confidarci i più intimi desideri.

Vero - Falso

• Non riesco a manifestare astio e rancore verso il mio compagno.

Vero - Falso

• Sono entusiasta delle amicizie del mio compagno… anzi sollecito ad alimentarle.

Vero - Falso

• Credo che le differenze tra di noi siano davvero incolmabili.

Vero - Falso

• Abbiamo una buona intesa sessuale… più che soddisfacente.

Vero - Falso

• Non capisco e non tollero la riservatezza del mio compagno.

Vero - Falso

TEST COPPIA PUNTEGGIO (Femminile)

Sommare un punto per ognuna delle seguenti domande a cui è stato risposto “Vero”:

1 – 2 – 6 – 7 – 8 – 9 – 11 – 15 – 17 – 19. Totale __________.

Sommare un punto per ognuna delle seguenti domande a cui è stato risposto “Falso”:

3 – 4 – 5 – 10 – 12 – 13 – 14 – 16 – 18 – 20. Totale __________.

Quante affermazioni Vere _____

Quante affermazioni False ____

Nome Cognome _____________

Data di nascita ______________

… al maschile

• La mia compagna conosce perfettamente i miei difetti e i miei segreti… nonostante tutto li accetta.

Vero - Falso

• Non riesce a sopportare se passo troppo tempo con gli amici o davanti al televisore.

Vero - Falso

• Anche se a volte ho dei comportamenti infantili a lei non dispiacciono.

Vero - Falso

• Per me il lavoro è un chiodo fisso… per questo mi critica in quanto a suo dire sottraggo tempo prezioso al rapporto.

Vero - Falso

• Si irrita spesso con me.

Vero - Falso

• Per lei sono anche un amico.

Vero - Falso

• Mi rimprovera spesso di essere per niente romantico.

Vero - Falso

• Sono consapevole di non essere completamente coinvolto e che non sono in grado di darle tante cose.

Vero - Falso

• In fondo in fondo, comunque, sono da lei compreso.

Vero - Falso

• Sono dipendente e lei spesso si irrita.

Vero - Falso

• E’ soddisfatta del nostro menage sessuale.

Vero - Falso

• Critica spesso quello che di me non sopporta e i comportamenti che non le vanno a genio.

Vero - Falso

• Mi accusa di essere troppo controllato e di non manifestare appieno le emozioni.

Vero - Falso

• Sa ferirmi in profondità e sbandiera in miei difetti a tutti creandomi un forte imbarazzo.

Vero - Falso

• Si trova bene e si diverte a crepapelle con i miei amici.

Vero - Falso

• Ci sono grandi differenze di carattere, ma non le mette evidenzia.

Vero - Falso

• Abbiamo gli stessi diritti.. è un rapporto davvero paritario.

Vero - Falso

• Sostiene in ogni occasione che potrei essere un padre modello.

Vero - Falso

• Accetta una mia amicizia, priva di rapporto sessuale, con un’altra donna.

Vero - Falso

TEST COPPIA PUNTEGGIO (Maschile)

Sommare un punto per ognuna delle seguenti domande a cui è stato risposto “Vero”:

1 – 3 – 6 – 9 – 11 – 15 – 17 – 18 – 19 – 20. Totale __________.

Sommare un punto per ognuna delle seguenti domande a cui è stato risposto “Falso”:

2 – 4 – 5 – 7 – 8 – 10 – 12 – 13 – 14 – 16. Totale __________.

Quante affermazioni Vere _____

Quante affermazioni False_____

Nome Cognome _____________

Data di nascita ______________

NB. I Test non devono mai essere "VISTI" isolatamente ma sempre inseriti in un programma terapeutico!