Omeopatia unicista
Il principio che alcune malattie potessero essere curate con sostanze che provocano
malattie simili era già noto al grande "vecchio" Ippocrate.
Scriveva, infatti, Similia Similibus Curentur, che non è latino maccheronico
ma semplicemente: i simili siano curati dai simili. In altri termini, il concetto
fondamentale di base dell'omeopatia, stabilisce che l'insieme di sintomi che
determinano una patologia, devono essere curati con dei rimedi (utilizzati in
dosi infinitesimali) che nella persona sana, somministrati in dose ponderale,
creerebbero sintomi simili a quelli della malattia che vogliamo trattare. Se
si vogliono, pertanto, ottenere "guarigioni" definitive, bisogna far
coincidere il quadro clinico specifico con il quadro sintomatologico del rimedio
omeopatico. Per la preparazione dei rimedi essa utilizza sostanze naturali provenienti
dal mondo vegetale, minerale e animale. L'omeopatia, inoltre, assegna ai fattori
psichici emozionali un ruolo significativo nella genesi della patologia. Ad
esempio tristezza, ansia, paura e odio se sono vissuti in silenzio, si convertono
in disagi psicosomatici, che sono nel contempo sintomi di malattia psicogena
e somatica (concezione olistica). Nella scelta del rimedio omeopatico, quindi,
si deve sempre prendere in esame nei minimi particolari la sede, il carattere
e l'aspetto emotivo. Secondo il fondatore dell'omeopatia (Samuel Christian Hahnemann)
il corpo umano è mantenuto (il suo funzionamento) da una forza vitale.
In una persona sana questa forza è in grado di respingere completamente
la malattia (La Vis Medicatrix Naturae). L'unicismo è un orientamento
della tecnica omeopatica in cui viene dato al soggetto un solo rimedio, perché
si ritiene che esso sia in grado di coprire l'insieme dei sintomi identificati.
Altri orientamenti omeopatici, in contrapposizione ideologia all'unicismo, ma
ugualmente efficace, sono: complessivismo (somministrazione di molti medicamenti)
e Pluralismo (prescrizione contemporanea di più rimedi).
DIATESI: è la predisposizione costituzionale, prevalentemente ereditaria,
a sviluppare determinati tipi di malattia. Fanno parte di una costituzione che
il paziente ne è portatore fin dalla nascita (Terreno Patogenetico).
Sono state individuate tre diatesi: Psora, Sicosi e Luetismo.
Psora: caratterizzata da ansietà, riguarda l'alterazione dell'equilibrio,
il difetto, la carenza. Inoltre, chi appartiene a questa diatesi ha una memoria
povera ed ha una certa confusione mentale (a scuola nonostante si applichi non
rende assolutamente). Da bambino i suoi problemi riguarderanno il tubo digerente.
Da vecchio sarà un ostinato, triste e si considera soprattutto incompreso.
Sicotico: caratterizzato da inquietudine profonda, è l'eccesso, l'esuberanza.
L'individuo appartenente a questa Diatesi ha una memoria attiva e molto brillante.
Da bambino esso è soggetto a raffreddori, tosse, bronchiti. A scuola
potrà raggiungere buoni risultati senza tanto impegnarsi (anche se si
annoia), è sempre pieno di fantasticherie, idee, iperattivo, ecc. L'anziano
avrà una pelle piena di escrescenze (conditomi, porri).
Luetico: caratterizzato da angoscia, è la distruzione, la necrosi. E'
particolarmente smemorato per eventi recenti ma ha una buona memoria per fatti
remoti. Da bambino si farà riconoscere immediatamente per il suo pianto
rabbioso, è esagerato nel mangiare e per la sua morfologia che non è
in armonia. A volte, a scuola, sarà incapace di studiare, a volte invece
riuscirà in maniera geniale. Si opporrà comunque agli educatori
(autorità). Vivrà la sua vecchiaia in modo maligno ed aggressivo.
Le malattie saranno necrotiche: ulcerazioni, arteriosclerosi, ecc.
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