Attacchi di panico: la paura della paura

I disturbi da panico, i disturbi d'ansia generalizzata, i disturbi di tipo ossessivo-compulsivo, agorafobia, fobia sociale e fobia specifica sono tutti classificati come disturbi d'ansia (nevrosi ansiosa-nevrosi fobica). Viene dalla mitologia greca la radice etimologica di panico, e più precisamente dall'antico Dio greco Pan. E' una divinità molto antica, protettore delle greggi e dei pastori. E' talmente brutto che la madre stessa, al momento della nascita, ne è così spaventata che fugge; allora il padre Ermes lo avvolge in una pelle di lepre e lo presenta agli altri Dei che, vedendolo, si danno a grandi risate. Appare con un corpo umano villoso, capelli completamente incolti, naso particolarmente schiacciato, gambe, piedi, corna, orecchie e barba di caprone e con le corna. Esso, cioè Pan, è una divinità vigorosa, gioiosa, insomma l'allegro compagno delle ninfe che danzano...danzano: eterno innamorato e completamente respinto per la sua bruttezza. Il Dio caprino, signore delle selve, era solito riposare nelle ore meridiane e, se disturbato, lanciava un grido spaventoso che incuteva "il terrore panico". L'attacco di panico sta proprio ad indicare il terrore irrazionale, improvviso, devastante, e paralizzante, che ci coglie di sorpresa e che invade completamente il nostro corpo in modo incontrollabile: una tempesta emotiva che esplode senza motivo. Il Disturbo da Attacchi di Panico (DAP), per i francesi TRAC, infatti, sta a indicare il ricorrere di attacchi di paura o terrore improvvisi, associati a sentimenti di catastrofe imminente e accompagnati da sintomi fisiologici drammatici quali soffocamento, vertigini, sudorazione, spasmi muscolari, tremore e tachicardia, nodo alla gola, ecc. Le crisi colgono l'individuo come un fulmine a ciel sereno, cioè in momenti imprevedibili, spesso durante le normali attività quotidiane. Gli attacchi durano alcuni minuti generalmente, per i meno fortunati, una decina, quindi un lasso di tempo piuttosto breve, ma che può sembrare eterno per l'angoscia che procurano. E dopo, ed è questo il dramma, resta la paura che tutto possa ripetersi. Le crisi tendono, infatti, ad essere ricorrenti, per cui spesso i pazienti sviluppano un ansia anticipatoria rispetto a quando e dove avverrà l'attacco successivo. Di conseguenza si tende ad evitare luoghi o situazioni cui vengono associati gli attacchi (psicologia di esitamento invalidante). E man mano che le paure e i comportamenti di "evitamento" aumentano, la vita di queste persone viene sempre più compromessa. Infatti, dal primo momento in cui si verifica questo episodio non si riesce più ad essere autonomi, si ha bisogno ogni volta che si deve uscire, di un accompagnatore o di quel "qualcuno" particolare che rassicura, con la sua presenza fisica, di essere aiutati nel momento in cui si verificherà l'esperienza terrificante. Tutto ciò, ripeto, crea una forte dipendenza dagli altri in quanto non si è più in grado di far conto sulle proprie forze. Si entra, quindi, in una spirale di paura: paura di stare male. Nel momento in cui si verifica un attacco o siamo presi dall'ansia, reagiamo con paura, ed è la nostra reazione di paura che ci tiene in trappola. In questo frangente il nostro corpo prepara ad affrontare la situazione: gli ormoni dello stress e l'adrenalina, entrano nel flusso sanguigno per prepararci a sfuggire la situazione o rimanere ad affrontarla. Il battito cardiaco accelera, il respiro diventa affannoso e possiamo tremare o sudare abbondantemente. Quanto più si è spaventati e ansiosi, tanta più adrenalina viene prodotta e di conseguenza si accentua, inevitabilmente, la sintomatologia. I disturbi da ansia, comunque, non minacciano la vita della persona, come tali: è solo la nostra "incomprensione" della loro natura che ce li fa apparire così drammatici e minacciosi. Che cosa si può fare? Il raggiungimento del benessere dipende dalla capacità di abbassare il livello d'ansia e, naturalmente, di mantenerlo basso. Questo può essere raggiunto attraverso metodiche terapeutiche basate su tecniche distensive e concentrative ad orientamento psicosomatico. Con queste tecniche non solo è possibile abbandonare pensieri, sensazioni ed emozioni, ma anche il controllo. Il bisogno, infatti, di controllare noi stessi e quanto ci circonda è una delle caratteristiche principali del permanere del disturbo. Molte persone trovano alquanto paurosa la prospettiva di "lasciarsi andare" (caratteristica presente in molti disturbi psicosomatici, si veda la pagina relativa alla Psicosomatica) nella distensione, anche solo a pensarci. Si può temere di perdere il controllo e che i peggiori timori si realizzino. Non è così: "cedendo" in realtà si riprende il controllo...certamente non lo si perde. Un altro percorso terapeutico determinante, è cercare di comprendere le finalità del sintomo (in chiave psicosomatica), cioè che cosa ci vuole comunicare attraverso questo "strano" linguaggio.


Lo scopo principale dell’Associazione è quello di comprendere e, soprattutto, fornire strumenti idonei per superare i problemi legati allo stato di panico e all’ansietà nel suo senso più vasto. Il percorso terapeutico, attuato dall’Associazione, può essere diviso in due programmi ben codificati, a propria volta integrabili e sovrapponibili:

1. utilizzazione di tecniche ad orientamento psicosomatico per agire su quei meccanismi e stili di vita che sono l’origine e lo sviluppo dell’esperienza ansiogena;

2. insegnamento di metodiche terapeutiche di rilassamento e concentrative specifiche per contenere le modificazioni fisiologiche (adrenalina, anidride carbonica, ecc.).

· Presidente: Claudio Bonipozzi;

· Sstato giuridico: Associazione di volontariato senza fini di lucro D.P. 2713/01;

· Sedi: Ferrara – Via Canonica 9 * Portomaggiore – Via Quartiere Runco 52 (44015) (FE);

· Orientamento scientifico: tecniche terapeutiche integrate;

· Pubblicazioni: “Il Sole ritrovato…” – Notiziario inviato a tutti gli iscritti. Tratta argomenti di: Medicina Psicosomatica, Ipnosi, Agopuntura, Moxa, Tecniche Immaginative e Concentrative (esercizi immediatamente utilizzabili), Omeopatia, Risposte a quesiti posti dagli iscritti. Inoltre il “nostro benessere” mese per mese (prevenzione stagione per stagione: meridiani, organi, alimenti, piante – ortaggi, legumi, verdure, frutta non soltanto come valore dietetico ma anche la loro insospettata azione sugli stati d’animo e sulle emozioni);

“Le chiese che curano”: un caso clinico di depressione - Autore: Claudio BONIPOZZI – Edizione Nocenti.

· Filo diretto: servizio disponibile 24 h su 24;

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