Nelle nostre abitazioni è presente una costante fonte di energia.
Nei mesi freddi usiamo un sistema di riscaldamento per stare, ovviamente, al
caldo. Ogni tipo di energia, però, risulta, indubbiamente costoso e quindi per
essere sicuri di non sprecare energia noi installiamo dei termostati e sigilliamo
con cura tutte le finestre. Ogni perdita nel sistema energetico viene riparata
immediatamente per evitare, appunto, sprechi, spese e, soprattutto, per evitare
arrabbiature. Semplificando, possiamo dire che il nostro organismo funziona
in modo simile quando fabbrica l’energia e ne evita gli sprechi. Infatti, ci
si sente stanchi e si ha bisogno di riposare quando si è lavorato troppo (…
mentale o fisico) e si mangia quando si ha bisogno di più energia. Se un vaso
sanguigno viene reciso, si rimargina da solo: il sangue si coagula per porre
fine al fenomeno emorragico. Nonostante questi perfetti “meccanismi di difesa”
esiste una causa insidiosa di perdita di energia che in molti casi prosegue
senza una vera e propria consapevolezza, giorno dopo giorno, che è la tensione
interna, presente in tutti noi in maniera in maniera maggiore o minore. Questa
disfunzione (… tensione interna) è simile all’acqua corrente che fuoriesce dai
nostri impianti idrici: se si tratta di un gocciolio o di una inondazione dipende
da molti fattori. Le cause di questo spreco energetico sono infinite. Solitamente
in gergo tecnico usiamo chiamarle ansia, preoccupazioni, rabbia inespressa,
autocommiserazione, vergogna e altro ancora (… l’elenco potrebbe essere interminabile,
ma tutto questo può essere ricondotto essenzialmente, ad una modalità di reazione,
di comportamento e di pensiero). Tutte queste emozioni, però, consumano una
grossa quota delle nostre risorse energetiche naturali senza, ovviamente, alcuna
utilità. Un esempio particolarmente significativo è quello di una coppia sposata
da anni che litiga continuamente, lotta all’infinito e si accusa a vicenda delle
difficoltà del matrimonio. Bastano pochi minuti in compagnia di questa coppia
per rendersi immediatamente conto che i continui insulti, le occhiatacce e le
accuse consumano eccessivamente energia proprio come accade lasciando un rubinetto
aperto per molto tempo. In queste situazioni, nelle quali si creano una inutile
dispersione energetica, , il prezzo del “combustibile” è ovviamente esagerato:
insoddisfazione, solitudine, infelicità, risentimenti, depressione ed una infinita
schiera di disagi psicosomatici. Considerando che le nostre energie servono
a sconfiggere “attacchi” esterni (… esogeni), non dovrebbe sorprendere che ci
ammaliamo se abbiamo sperperato l’energia in maniera “futile”, restando senza
riserve (… si indebolisce il sistema immunitario) per respingere i batteri o
i virus. Come è possibile capire se c’è una perdita costante nel nostro sistema
energetico? Il corpo ha molti sistemi di allarme, ma dobbiamo allenarci se vogliamo
coglierne i segnali. La tensione muscolare è uno di questi meccanismi di allarme:
pugni serrati, trapezio contratto, collo rigido (… per sgombrare il campo e
semplificare lo stato patologico si dice spesso che è artrite cervicale), mal
di testa, mascelle serrate, sopracciglia aggrottate e posizione rigida sono
le sue caratteristiche e possono indicare che alcuni impulsi biochimici provocano
una contrazione muscolare non necessaria. Esiste, inoltre, un gruppo di muscoli
che la nostra volontà non controlla. Si trovano negli organi interni, nelle
ghiandole e nei visceri. I problemi nascono se questi muscoli vengono continuamente
esposti ad una energia eccessiva e distruttiva, per esempio una pressione sanguigna
troppo alta o dei disturbi cardiaci e intestinali come diarrea e costipazione.
Questa energia sprecata non solo va persa, ma crea delle condizioni fisiche
dannose. Anche in questi casi, possiamo utilizzare queste “informazioni” come
un indizio che non tutto va bene e che siamo internamente tesi. Quando prendiamo
coscienza degli effetti collaterali di questa perdita energetica, possiamo ridurre
l’entità e gli effetti. Gli atteggiamenti mentali svolgono un ruolo primario
tanto nel provocare una perdita di energia, tanto nel bloccarne l’acquisto (…
sappiamo che un individuo incline al timore vede ovunque cose spaventose o coglie
soprattutto l’aspetto allarmante di una situazione – creando ovviamente squilibrio
psicosomatico - mentre un altro fiducioso porterà solitamente equilibrio al
proprio organismo). La gente sempre preoccupata, sempre nervosa, spaventata,
piena di risentimento, si procura dei sintomi dovuto allo sperpero di energia
vitale: torpore, immobilità, pessimismo, stanchezza, mancanza di interesse,
incapacità di concentrarsi, cattiva memoria, incapacità di prendere decisioni,
depressione, eccetera. Le persone depresse presentano in grado marcato questo
esaurimento delle energie. Possono essere paragonate a un giocattolo meccanico
con le batterie scariche o un’automobile senza carburante. Il loro volto, quando
si supera un certo valore, è privo di espressione, i movimenti sono lenti e
ridotti al minimo, la voce bassa e lamentosa, il sonno difficile. Si tratta
di persone che non hanno interessi o entusiasmo e sono comprensibilmente pessimiste
su tutto. Una persona che vive in un edificio in cui c’è una fuga di gas e non
corre ai ripari è sicuramente un irresponsabile. Altrettanto lo è (… ovviamente
non in senso moralistico) chi permette che la tensione interna lo derubi della
propria energia. Quando un individuo impara a conoscersi meglio, e capisce i
propri problemi e il ruolo svolto dallo stress, comincia a dire: “mi sento molto
meglio, sono meno stanco, sono diventato più ottimista (… quando si ha energia,
forza si possono affrontare anche grandi problemi), osservo delle cose che non
sapevo nemmeno che esistesse (… è il riemergere di risorse presenti in noi,
tenute compresse da atteggiamenti, stili di vita, ecc.). Tutto questo significa
che il “rifornimento di energia” sta producendo un quadro più allegro e spontaneo.
Anche tenere le emozioni “sotto rigido controllo” costituisce spesso uno spreco
di energia. Non accettare un sentimento e “tenerlo sotto coperchio” richiede
molta energia. Col passare del tempo e l’aggiunta di ulteriori “ingredienti”
nella pentola a pressione, occorre ancora più energia per tenere ben chiuso
il coperchio. Imparare a sentirsi “liberi” (… di poter scegliere, di poter decidere)
di accettare ed esprimere le emozioni libera questa energia, e ci permette di
usarla in altre direzioni. Un’altra grossa causa di perdite di energie è quando
nel fondo della nostra mente una parte di noi vorrebbe fare una cosa, mentre
l’altra ritiene che si dovrebbe fare diversamente. Il tiro alla fune sempre
presente al di fuori della coscienza (consapevolezza) consuma energia senza
portare da nessuna parte. Capire e risolvere il conflitto libera dell’energia
utilizzabile per scopi più fruttuosi e produttivi.
COSA FARE. Vi sono una infinità di modi per diminuire la tensione interna: imparare
a rallentare, prendersi una buona fetta di tempo per distendersi, imparare a
rilassarsi attraverso l’immaginazione attiva, l’ipnosi ed i massaggi psicosomatici.
Inoltre, acquisire una vera e propria comprensione dei conflitti interni ed
ambientali costantemente attivi permetterà di concentrarsi su punti problematici
ed eventualmente risolverli o se non altro integrarli con contenuti più vantaggiosi.
Molte persone partono inizialmente, per risolvere i loro conflitti, con le migliori
intenzioni ma, stranamente, presto perdono interesse ed entusiasmo: i loro venti
minuti di impegno “risolutivo” si riducono ben presto a dieci minuti e alla
fine vengono completamente dimenticati finché il sintomo non fa di nuovo capolino.
Tanto la causa che la soluzione, contrariamente a quello che si pensa, sono
alla nostra portata e sta solo a noi decidere di metterle in pratica (… entrambi
sono processi che ci portano alla conoscenza e fare emergere potenziali fino
ad allora ignorati).