Il Massaggio Psicosomatico (MP)

 

La parola massaggio deriva da un termine greco che significa impastare, una delle forme più antiche di trattamento dei cibi. Ippocrate nel caso di lussazione alla spalla suggeriva “… è necessario frizionare la spalla dolcemente e uniformemente, con mano leggera…”. Questa tecnica utilizza, come strumento terapeutico, la mano ed è indubbiamente il rimedio più antico adottato dall’uomo per “rinvigorire” corpo e mente (… era usato a scopo terapeutico dagli Egizi, Greci e Romani). In occidente per vari secoli tale metodica terapeutica ha avuto un’immagine equivoca perché veniva associata al peccato e alla sessualità (… il corpo veniva trascurato a favore dell’anima). Fortunatamente alla fine del XIX secolo gli effetti terapeutici hanno prevalso su quelli “folcloristici”. Il tocco è la prima esperienza sensoriale dell’individuo ed è il legame più immediato ed evocativo tra mente e corpo. Il massaggio può stimolare il rilascio di endorfine (… analgesici prodotti dal corpo). Proprio per queste ragioni, esso induce una sensazione di conforto e benessere che favorisce il rilassamento e riduce il livello degli ormoni dello stress (… cortisolo, noradrenalina), che possono indebolire il sistema immunitario. Un Massaggio Psicosomatico (MP) può influenzare direttamente i sistemi dell’organismo deputati a governare il battito cardiaco, i valori pressori, la respirazione, la digestione e il dolore. Quando migliora la circolazione migliora anche l’apporto di ossigeno e di sostanze nutritive alla pelle e ai tessuti del corpo. Il sistema linfatico diventa più efficiente nell’eliminazione delle tossine che causano dolore e rigidità nelle articolazioni e nei muscoli (… migliorando mobilità e flessibilità). In questa esperienza (MP), il protagonista principale è, quindi, l’organo del tatto: la pelle (… primo senso a svilupparsi nell’embrione umano). Questa funzione sensoriale permette di stabilire un profondo contatto con l’ambiente circostante e pone l’individuo in relazione con gli altri. E’ proprio attraverso il contatto diretto con la pelle materna, grazie a carezze e massaggi, vero e proprio linguaggio strutturante, che gli permette l’amore, la sicurezza e la consapevolezza di un mondo esterno, il bambino ritorna nell’universo della comunicazione. Attraverso il MP, infatti, oltre a stimolare tutti quegli effetti di ordine biologico, emotivo ed energetico, vengono riattivati quei processi naturali primordiali della relazione con l’altro. L’aspetto comunicativo è di estrema importanza in questa metodica terapeutica, in quanto spesso le patologie (… fisiche ed emotive) sono determinate proprio da un difetto di “comunicazione” (… stili di vita, modi di pensare, convinzioni) con alcune parti del corpo e con gli altri. Col MP si compie un’operazione estremamente importante: si riattivano le nostre potenzialità e la nostra forza vitale, cioè quella “spinta” naturale che trasforma e fa evolvere armoniosamente l’individuo. In realtà, l’intervento consiste nel ripristinare quelle risorse e condizioni che portano ad un equilibrio qualitativamente più vantaggioso, favorendo quei processi naturali che sono alla base dell’unità psicosomatica (… sempre indivisibile). Il MP può essere praticato con le dita, con le palme e le mani. Differenti gradi di pressione possono essere applicati tramite tecniche di impastamento o vibratorie. Il MP, comunque, al di là degli effetti curativi, è un’occasione per ripristinare l’insostituibile “contatto umano” che ha il potere di trasmettere non solo informazioni ma anche energia, affetto, emozioni vitali, potenti impulsi creativi e, soprattutto, rapporti interpersonali autentici. Realizzare, pertanto, un massaggio secondo la concezione psicosomatica, in un periodo storico in cui i rapporti umani risultano sempre più mediati da valori fittizi, significa favorire sensazioni diverse e nuove forme di consapevolezza di se stessi. Tale manualità diventerà sicuramente un’operazione volta a riscoprire nuovi canali di ascolto di sé e del proprio corpo. In breve, riportare armonia, equilibrio e benessere all’intero psicosoma; creando in tal modo condizioni favorevoli e durevoli alla salute intesa nella sua globalità. Forse, ancora più importante sarà ricordare che il MP propone una scienza della cura di sé, includendo un’intera metodologia del giusto vivere per godere di una salute ottimale e promuovere una maggiore consapevolezza e creatività. Tutto questo persegue un modello “psicosomatico” che considera la natura unica dell’individuo come il fattore primario della salute e non la malattia come un’entità separata.
Un meraviglioso MP, inoltre, con gli oli essenziali favorisce il rilassamento, riduce i dolori muscolari, mitiga lo stress e la tensione ed è utile nel trattamento di tutta una serie di disturbi. Il massaggio con olio mantiene la persona in salute, previene la malattia e aumenta le difese immunitarie. Esso, applicato regolarmente alla testa previene la perdita e l’incanutimento precoce dei capelli e promuove un sonno di ottima qualità. Il massaggio con olio alle piante dei piedi e alle gambe migliora la vista e rinforza il sistema riproduttivo. Dopo il massaggio con olio (e l’esercizio fisico) si farà un bagno di acqua calda. Per lavare, invece, la testa l’acqua non dovrà essere troppo calda. Il bagno dunque elimina la fatica, aumenta la forza, pulisce il corpo, migliora l’appetito e conferisce al corpo e alla mente una piacevole sensazione di benessere. Oltre a conferire una sensazione di completo benessere, il massaggio psicosomatico distende il sistema nervoso, riduce la pressione arteriosa, rilascia la tensione muscolare, diminuisce la sudorazione, stimola la circolazione sanguigna e linfatica, favorisce l’eliminazione delle scorie metaboliche della muscolatura e rallenta ritmo respiratorio e polso.
Il MP riflesso. Per molti specialisti è un fatto assodato da tempo che ogni parte del corpo ed ogni insieme di organi ha una suo zona riflessa corrispondente. Tra le zone riflesse, la più nota è quella dei piedi dove l’intero organismo trova delle corrispondenze in minuscole zone o aree. Essendo queste zone riflesse in stretto collegamento reciproco con gli organi corrispondenti, esse evidenziano quando il sistema organico è indebolito o, in casi più gravi, ammalato. Andrebbe pure ricordato che abbiamo insieme similari di zone riflesse sulle nostre mani, faccia, orecchie ed occhi come pure il nostro naso, testa e schiena. Il sistema di zone riflesse dei piedi tuttavia non solo è l’area meglio conosciuta o più largamente usata di questo genere, ma anche una delle più semplici e delle meglio individuate. La terapia tradizionale delle zone riflesse dei piedi consiste nel massaggio di specifici punti di pressione. All’inizio sono rimasto totalmente sorpreso da questa metodica, così facile, ma anche incredibilmente efficace, per armonizzare l’intero organismo. Con pochi movimenti ben diretti delle mani si è capaci di modificare la situazione energetica in maniera radicale. E’ possibilissimo massaggiarsi da soli i propri piedi, ma essere massaggiati da qualcun altro è non solo più efficace, ma anche maggiormente più piacevole. In questo caso specifico, una forma di massaggio lieve, delicato e con movimenti circolari è la migliore. Diversamente è molto consigliabile abbinare all’ormai ben noto MP, l’impiego di un emolliente o di una crema neutra.. tutto ciò che serve è mantenere un costante e delicato contatto fisico mentre si eseguono con una lieve pressione movimenti circolari.. durante il massaggio si dovrebbe stare seduti nel modo più confortevole possibile, o meglio ancora sdraiati sulla schiena, affinché la manipolazione dei piedi avvenga nel modo più naturale e senza sforzi. Il metodo più efficace è quello di massaggiare sotto la pianta del piede dx e la stessa area sul collo del piede sx, utilizzando una mano per ciascun piede. La procedura va poi ripetuta all’inverso massaggiando il collo del piede dx e la pianta del piede sx. questa tecnica sembra produrre la più efficacia stimolazione ed armonizzazione del flusso energetico. In alcuni casi, si possono riscontrare che durante il MP, o subito dopo, si verificano processi di guarigione, quali una lieve disintossicazione, frequenti in altre metodiche terapeutiche. Queste reazioni non dovrebbero essere interpretate come ulteriori sintomi di cattiva salute. Di tanto in tanto si manifestano, inoltre, reazioni emotive quali risate o pianti. Tipi di reazioni che non dovrebbero esser ostacolati in nessun modo, poiché rappresentano un processo fisico di auto – riequilibrio e come tali importanti.

Alcune indicazioni del Massaggio Psicosomatico.
Zona: regione ombelicale
Utilità: debolezza
Tecnica: sfioramenti circolari

Zona: regione occipito – frontale
Utilità: stato ansioso – paura
Tecnica: sfioramenti con polpastrelli

Zona: regione sovraioidea
Utilità: problematiche collegate alla gola
Tecnica: mano piatta chiusa, sfioramento

Zona: regione temporale
Utilità: cefalee, occhi
Tecnica: frizione

Zona: regione temporale
Utilità: collo rigida, cefalea
Tecnica Frizione

Zona: clavicola, avambraccio, palmo della mano, parte del calcagno
Utilità: asma (fuori crisi)
Tecnica: sfioramento, frizione

Zona: colonna vertebrale, capo
Utilità: agitazione
Tecnica: frizione, sfioramento

Zona: dito mignolo, ginocchio, 4° spazio intercostale, tibia
Utilità: depressione mentale e fisica
Tecnica: frizione, sfioramento

Zona: 1^ e 2^ vertebra dorsale, zona ombelicale, gamba interna vicino malleolo, tibia
Utilità: impotenza funzionale sessuale
Tecnica: frizione, sfioramento

Zona: cranio, apofisi stiloide del radio e scafoide, malleolo
Utilità: insonnia con depressione (Per facilitare il sonno, si dovrebbe applicare un massaggio con olio e poi fare un bagno caldo o freddo)
Tecnica: frizione

Zona: piede, 12^ vertebra dorsale
Utilità: bulimia
Tecnica frizione

Zona: ginocchio, cranio
Utilità: agitazione
Tecnica: frizione

Zona: coscia interna, dito mignolo
Utilità: obesità
Tecnica: frizione

Zona: testa del femore
Utilità: costipazione (Il MP effettuato giornalmente, respirando profondamente, facilita l’evacuazione mattutina. Si pratica seguendo il tragitto del colon: cominciando dalla fossa iliaca dx, risalire verso il fegato, attraverso l’addome fino al fianco sx, poi scendere fino alla fossa iliaca sx.
Tecnica: frizione




 


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